Formazione avanzata: per un counseling d'eccellenza

ALESSANDRA CORA'

Con il weekend appena trascorso al Centro Studi Bhaktivedanta si è concluso il primo ciclo di Formazione Avanzata per Counselor diplomati. Sono stati quattro seminari molto intensi, dove abbiamo approfondito temi davvero importanti per la nostra formazione continua e per la supervisione della professione.

Siamo partiti a marzo definendo i punti essenziali del counseling per creare una partenza comune a tutti, alcuni corsisti avevano finito il percorso già da un po’, altri arrivavano da altre esperienze ed era indispensabile avere fondamenta solide. Quel primo seminario aveva lasciato tutti meravigliati per il profondo clima empatico che si era creato, dove ci era sembrato di essere stati catapultati in una dimensione diversa, dove il tempo si era dilatato diventando quasi infinito, dove ci eravamo persino scordati delle pause e nessuno voleva uscire da quella stanza. È quella l’idealità di approccio con cui il nostro docente Andrea Boni ha voluto forgiare questo corso, dove si incontrano persone che vogliono crescere attraverso la condivisione, il mettersi in gioco, la compassione, vivendo intensamente insieme dalla mattina alla sera, per accrescere e creare competenze attraverso le esperienze di tutti. A luglio abbiamo affrontato il tema del critico interiore che possiamo trasformare in una guida, a ottobre sono state osservate le tante sfumature della rabbia e in questo primo weekend di dicembre ci siamo confrontati sull’emozione della vergogna, emozione che abbiamo sperimentato tutti all’interno del gruppo di lavoro e che ognuno di noi aveva il bisogno di osservarla meglio per comprenderne le origini, per accoglierla, conoscerla con empatia e poter poi trasformarla in una opportunità di crescita evolutiva.
La vergogna è un’emozione composita perché formata da paura e tristezza che sfocia poi in un senso di colpa, innescando strategie di “sopravvivenza” che inducono l’individuo a strutturare maschere, le quali, sebbene necessarie all’inizio dell’esperienza, costituiscono le basi della sofferenza, poiché il soggetto, in virtù della presenza della maschera, non sperimenta l’autenticità dell’esperienza, il sé, che trascende le definizioni, i nomi, le forme, le differenziazioni. Teniamo presente che la genesi della vergogna arriva sempre da un vissuto pregresso profondamente strutturato emotivamente (samskara), che viene risvegliato dal suo “sonno” nell’oceano di citta (la coscienza profonda), da uno stimolo esterno, il quale suscita il movimento delle onde emozionali legate a quel determinato vissuto. Per cultura ed educazione siamo abituati a guardare alla vergogna nella sua sfumatura più negativa, perché se provo vergogna è automatico pensare di aver fatto qualcosa di brutto, che non va bene, e che di solito si nega anche con la menzogna. È anche vero che attraverso la vergogna c’è un’opportunità di correzione. È utile ricordare che Il prof. Marco Ferrini, Fondatore della Scuola di Counseling, incoraggia ad osservare che non è tanto importate contare quanti errori sono stati fatti nella vita, ma tutte le volte che il soggetto è riuscito a correggersi. La vergogna è una grande alleata per poter operare una trasformazione evolutiva, in quanto permette di rivedere moralmente ed eticamente le azioni, con il fine di cambiare rotta riposizionandosi nuovamente nel Dharma, l’ordine cosmo-etico che sostiene l’universo. Ancora una volta tutto è meravigliosamente giusto e appropriato, occorre solo cambiare la prospettiva di osservazione, operando un cambiamento consapevoli che siamo prima di tutto Amore, Beatitudine, ed è in quella forma eterna e incontaminabile (svarupa) che occorre ritornare. Ciò è possibile attraverso un costante lavoro su noi stessi, con un processo meta-cognitivo, che consente di conseguire il piano della consapevolezza: riconoscendo l’emozione, accettandola, dis-identificandosi da essa per una prospettiva evolutiva. Le emozioni non sono ne buone ne cattive di per sé, sono neutre, ed esistono a livello ideale-trascendente, modificandosi e distorcendosi in virtù della presenza della dualità caratteristica del mondo dei condizionamenti. Tuttavia, operando un cambio di prospettiva anche la vergogna, come tutte le altre emozioni, nella loro natura depurata dai condizionamenti e dalle false identificazioni, aiutano ad accrescere l’Amore per Dio, perché da Lui proveniamo e a Lui possiamo tornare.
I lavori di gruppo che sono stati svolto hanno aiutato a sperimentare una nuova consapevolezza, perché i vissuti di vergogna legati a eventi personali, letti e interpretati da altri hanno consentito di sperimentare nuove prospettive, le quali hanno permesso di non sentirsi soli, proprio in virtù del fatto che le sensazioni e le sofferenze provate erano comuni a tutti e insieme abbiamo potuto riconoscerle ed accoglierle, per guardarle finalmente con il giusto distacco emotivo.

Dopo questa straordinaria esperienza formativa mi percepisco molto cresciuta sia come essere umano, sia come counselor: ho maturato molte nuove competenze e ho consolidato quelle già acquisite. Sono stati importanti i tanti lavori di supervisione svolti e gli esercizi pratici effettuati. Abbiamo osservato e condiviso le nostre esperienze lavorative, i dubbi, le gioie, le difficoltà, perché è nella condivisione e nel mettersi in gioco che possiamo trasformarci, per entrare più adeguatamente in quel processo meta-cognitivo che permette di essere presenti ed empatici con il cliente e allo stesso tempo osservatori di ciò che succede in noi. Come la stagionalità di un melo a marzo abbiamo messo i germogli che sono splendidamente fioriti e son diventati frutti, che nell’autunno si son fatti raccogliere. Sono fermamente convinta che non possiamo fare a meno di questo percorso, specialmente in questo momento così delicato, dove il counseling vuole essere riconosciuto per la bellissima professione che è: incontro umano, relazionale ed empatico. Diventa quindi indispensabile formare professionisti per un counseling d’eccellenza e questa formazione avanzata costituisce una straordinaria opportunità di sviluppo in tal senso.
Grazie di cuore!

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