Testimonianze

13
June
2017

Il processo del perdono

maggio 2017 - Seminario di counseling - La leadership del perdono

Seminario di Maggio 2017

È stato un seminario molto intenso sia a livello cognitivo sia a livello emotivo.

Non ho mai pensato al perdono come processo, l’ho sempre vissuto come atto mentale e le emozioni connesse ad esso le ho sempre sentite da reprimere, soffocare. Ho vissuto il perdono più come atto di etica e morale, che servisse a ristabilire un equilibrio sociale violato, piuttosto che come un atto di dono e liberazione per se stessi. L’aspetto emotivo in verità l’ho sempre sentito secondario, il sentire nella mia visione sarebbe svanito con il tempo.

Mi mette un po’ in soggezione rendermi conto che, esasperando un po’ i toni, ho sempre pensato che poiché la “brava” persona perdona, allora si deve perdonare, senza esitazione: se poi il perdono sia vero o no, poco importa tanto le emozioni distruttive si governo e prima o poi cessano. Insomma mi è sempre sembrato un atto più esteriore che veramente interiore.

È da queste premesse che è partito il mio approccio con il seminario, il quale ha rivoluzionato il mio setting cognitivo. Perciò direi che è stato uno tsunami.

Ci sto lavorando, anche se trovo che tutto insieme mi soffochi: è da qualche tempo che tutto questo parlare di emozioni, mi irrita. Mi manca un po’ la gioia della trasformazione e sento maggiormente l’io giudicante che mi sevizia. Ma la cosa positiva è che vedo il giudizio! Riesco a vedere quali sono le mie responsabilità e quali sono quelle dei miei famigliari e finalmente riesco a chiedermi “cosa provo?”, accettando il mio sentire senza piegarlo a cosa sarebbe meglio che io sentissi!

Marta, dalla Sede della Lombardia.

Luogo: Testimonianze

09
June
2017

Cammino verso l'Amore

maggio 2017 - Seminario di counseling - La leadership del perdono

Seminario di Maggio 2017

Molto forte ed esplosivo, mi ha molto trasformata…..anche se le crisi sono sempre in aguato.

Emozioni forti, quasi non motivate per quel momento in cui le ho vissute, se non dal fatto che non erano legate a quel momento, ma all’intero samskara di mille vite, rievocato dagli abissi dell’inconscio.

Sono entrata nelle sfumature del perdono come si entra in una stanza nuova piena di “cose” mai viste.

Ho cercato di sentirlo dentro, non di pensarlo con la testa, e questo mi ha aiutato ad incontrare, anche se per pochi attimi di secondo, questo spazio.

E’ vero è uno spazio oltre….il bene e il male, è una zona di consapevolezza e disponibilità.

Osservando questa nuova dimensione, questo piano sconosciuto ho colto la grande opportunità di salvezza. Uno strumento indispensabile per aprirsi all’amore….a quella dolce dimensione che va oltre il tempo e la morte e che tanto aneliamo.

“La vita è il viaggio

Il mezzo la conoscenza

La meta l’Amore

Cit. Marco Ferrini”

Ho ricordato le parole di Marco Ferrini in uno scritto di molti anni fa in cui mi disse:

“il perdono è la misura dell’amore”.

Che bella questa frase …. Mi risuonava, ma mi scappava tra le mani come sabbia tra le dita aperte.

In questa esperienza ho visto cosa significa: il perdono è una meravigliosa opportunità di imparare l’amore, un’opportunità di amare davvero, di avvicinarsi all’Amore con la A maiuscola e di avvicinarsi a Dio….ecco perché è la misura dell’amore.

Senza perdono non c’è amore….

Perdonare chi o cosa?

Per me….in primis me stessa, le parti frammentate di me perse ed intrappolate nei miei samskara di mille vite. L’evoluzione è ritrovare tutti i nostri frammenti di coscienza e consapevolezza e riunirli integri in un solo luogo, senza tempo e spazio, ricongiungerli alla matrice prima dell’origine. Ritirare dal passato e dal futuro proiezioni di pezzi di noi….riunirli nel presente per far esperienza del Sé.

Il perdonare di una cellula verso l’altra cellula, un respiro verso l’altro respiro, un organo verso l’altro organo….sciogliendo conflitti e malattie.

Il Maestro dice “perdonate più che potete”…non c’è da perdonare un fatto in se o una persona in se, c’è da perdonare la memoria di essere separati costantemente dal proprio centro: comprendere, accogliere e essere consapevoli di questo. Un perdono costante di ogni parte di noi verso ogni parte di noi.

Una cosa l’ho capita: io non devo salvare nessuno, non devo cambiare il mondo facendo un atto esteriore, non posso nemmeno farlo e se penso di sì, pecco di arroganza dell’ego.

L’unico impegno totalizzante è essere concentrata su di me nell’infrangere quel velo che oscura la vista e mi rende cieca all’autentica essenza della vita.

Un lavoro certosino, con un passo da montanaro, sistematico un piede davanti all’altro con ritmo, costanza, determinazione. Così si guadagnano le vette.

Vetta dopo vetta, una strana vetta in discesa verso la mia vera identità.

Progressivamente, come una risultanza matematica, si aiutano gli altri, ci si mette al servizio autentico, nell’onestà, con la giusta energia, con la giusta predisposizione, con la giusta intenzione, senza fatica, senza indugi, senza troppi “danni”.

Ciò che viene acquisito deve essere donato….poichè io e gli altri siamo figli della stessa matrice e collegati ad essa in un ordine cosmico perfetto.

Significa che non soffrirò più?…..no, non mi illudo di eludere la sofferenza così in fretta, significa essere onesti con se stessi sul fatto che ci saranno ancora felicità e sofferenze, nel gioco duale della vita….poi ci sarà quel Punto che sta nascendo dentro di me, occhieggiante come le stelle in un cielo notturno, quel Punto è solo un punto ma la sua luce illumina già tutto il panorama. Mi rassicura, a volte lo perdo, poi centrandomi e fermandomi lo ritrovo di nuovo….è fonte di serenità, di pace, di sicurezza….si amplia a mano a mano che lo ripulisco dalle macerie delle emozioni e dei pensieri, siano essi sia deliziosi che disturbanti.

Il perdono mi aiuta ad avvicinarmi a quel Punto Luce dentro di me…..e da quel Punto c’è la finestra sul Grande Cielo.

Tornata a casa dal seminario ho scritto di getto queste parole, ripensando al lavoro fatto con i docenti e i compagni e pensando alle tante persone care intorno a me in cerca della vera Via:

“Anime alla ricerca della verità, che sulla via dell'amore incontrano uno strumento evolutivo di una potenza mai considerata....Perché mai visto sotto la veste della perfezione del dono. Il per-dono un dono perfetto.  Non centra con la colpa.... Non centra con i colpevoli... Centra con la libertà dal giogo delle emozioni.... Chi ha più bisogno di perdono?  Noi stessi.... Abbiamo bisogno di uno spazio e di un ' intenzione in cui incontrarci. Passo passo dentro noi stessi....attraverso le rovine degli errori raccogliere le nostre parti smembrate che  pulsano ancora di una flebile luce.  Ripulire i diamanti dal sangue e dallo sporco.  Perché questa luce possa brillare di nuovo..... Sento che la portata del Dono ricevuto non è nemmeno misurabile.  Mi sento benedetta.  E ringrazio il Signore.”

Continuamente Grata

Lucia, dalla Sede del Veneto.

Luogo: Testimonianze

09
June
2017

Crescita interiore

maggio 2017 - Seminario di counseling - La leadership del perdono

Seminario di Maggio 2017

In questi tre anni ci sono stati molti seminari che sono stati per me dei punti di svolta importanti che passo dopo passo mi hanno accompagnata in questo processo di trasformazione e di crescita. Se vogliamo dare un’immagine a questo viaggio è come se partendo fosse caduto il primo pezzo di un domino dai tanti colori, e identifico la prima pedina se così vogliamo definirla di colore nero, pregna di tutta la vita vissuta fatta di cose belle e brutte ma colma di tante tossine. E questo domino immaginario è caduto al rallentatore, al ritmo dei miei passi e dei miei avanzamenti tutto è arrivato a tempo debito, quando io ero pronta per accogliere il passo successivo che non poteva per nessuna ragione avvenire preventivamente. Tutto ha avuto un senso perfetto e ogni colore rappresentava qualcosa di emozionalmente importante ed è accaduto peculiarmente a come sono io, secondo i miei guna e karma, secondo le lezioni da cui dovevo trarre l'insegnamento adeguato. Questo domino colorato ha fatto cadere uno dei pezzi più importanti in questo seminario e sono cosciente che non poteva venire se non adesso, perché solo in questo preciso momento io ero pronta per fare il passo, i tempi erano adeguati perché avevo messo nella giusta prospettiva tutti gli eventi che stavo vivendo… Questo seminario sul perdono è stato di una potenza incredibile e in questi due giorni il mio domino ha accelerato la sua caduta pezzo dopo pezzo si aprivano le porte della consapevolezza, capivo dinamiche, capivo il senso di ciò che stavo vivendo e arrivavo a comprendere che ero finalmente pronta a perdonare me stessa, ero pronta a liberarmi da tutti i miei sensi di colpa che avevo elaborato solo razionalmente e che prontamente tornavano sempre fuori. Durante questi giorni di studio attraverso le condivisioni, gli esercizi, i filmati, sono riuscita ad arrivare in profondità e ad aprire le porte del cuore per accogliere me stessa nella sua essenza e a liberarmi da tanti fardelli che ora non hanno più senso di esistere.

Il pianto stavolta ho sentito che era diverso, arrivava da molto lontano e quando finalmente ho esplicato ad alta voce il perdono è caduto un pezzo enorme del mio domino e in quel momento io mi sono sentita veramente libera; si era aperto uno squarcio tra le nuvole ed è apparso un cielo terso e di un azzurro fiordaliso. Ho sentito che il passo fatto verso me stessa era stato vero e profondo, portato dalla testa al cuore e tutto è cambiato radicalmente. È cambiato il mio modo di pormi verso le persone con cui vivo, e che frequento, sopratutto libera da quelle catene riesco a sostenere le mie e le emozioni altrui. Può sembrare impossibile ma è veritiero cosa può fare il vero perdono: trasforma la vita, ci si sente leggeri e le prospettive cambiano completamente. Questo percorso è stato veramente un susseguirsi di grandi conquiste che non sono arrivate per magia, è stato necessario lavorarci sù, cadere, rialzarsi, non arrendersi e crederci, sì... crederci fortemente!

Grazie di cuore!

Alessandra, dalla Sede del Veneto

Luogo: Testimonianze

02
May
2017

Conoscere sé stessi

marzo 2017 - Seminario di counseling - Superare i conflitti parlando con il cuore

Seminario di Marzo 2017

Sento che i week end dedicati al seminario sono sempre più fonte di arricchimento interiore, energia che mi stimola e mi aiuta molto nel mio desiderio di scoperta del Sé. E' come se con me portassi sempre in giro una lente di ingrandimento, lente per potermi osservare in profondità, osservare le mie reazioni a determinati comportamenti. Osservarmi nell'interazione con gli altri, osservare gli altri nelle loro manifestazioni, cercando sempre di non giudicare, ma comprendere. La parte del giudizio è argomento assai ostico, è una sfida con se stessi, se si riesce ad evitare il giudizio si aprono le porte ad una comprensione dell'altro che a volte può anche meravigliare; soprattutto aiuta ad indagare maggiormente il proprio mondo interiore.

Antonella, dalla Sede dell’Emilia-Romagna

Luogo: Testimonianze

02
May
2017

Diventare leader di sé stessi

Aprile 2017 - Seminario di counseling - Counseling relazionale e leadership del benessere

Seminario di Aprile 2017

Voglio esprimere la mia gratitudine ai docenti che in questo seminario hanno esposto la figura del leader in una maniera integrata, comprendendo tutte le istanze di cui un essere umano ha la capacità di sviluppare per andare incontro al benessere e diventare innanzitutto un leader di sé stesso per poi esprimere questa attitudine anche all’esterno.

Nel complesso sono stato molto bene e ho vissuto due momenti particolari in cui ho sentito disagio e accoglienza sconfinata.

Ho provato disagio quando sono uscito al centro del gruppo per imitare il leader tirannico, despota, soprattutto quando Andrea ha iniziato a farmi delle domande e io sentivo che nella mia natura sarei stato ad ascoltarlo per fornirgli la risposta più adeguata, mentre in quella circostanza non gli permettevo di parlare imponendomi con il mio io. Non è stato facile. Imitando questa figura dispotica ho anche provato quanta paura bisogna sentire e contemporaneamente essendo la prima volta che la raffiguravo mi viene da pensare quanta di questa paura si deve negare per non sentirla, non provare imbarazzo e comportarsi in questa modalità.

Il secondo momento che desidero ricordare è stato quando durante le esercitazioni in diadi mi sono trovato davanti a Fabio che faceva da counselor e ho sentito da parte sua questa accoglienza sconfinata. E’ stato mentre dovevamo guardarci in silenzio e personalmente ho provato una sensazione di profondo benessere, tanto che l’esercitazione per me sarebbe potuta benissimo continuare così, in silenzio in quanto oltre all’accoglienza c’era amore, ascolto profondo, presenza sia fisica che emotiva, disponibilità. Ho visto e sentito quello che sarebbe opportuno un counselorfacesse quando arriva un cliente. Farlo sentire con la sua semplice presenza come fosse a casa sua per predisporlo ad aprirsi con sé e con chi gli sta di fronte.

Stefano, dalla Sede del Veneto

Luogo: Testimonianze

19
April
2017

Il cammino verso le vette luminose

marzo 2017 - Seminario di counseling - Superare i conflitti parlando con il cuore

Seminario di Marzo 2017

In questa fase della vita il percorso ha avuto ed ha la funzione di mettere in luce quanto è necessario modificare, correggere, aggiustare, trasformare ed abbandonare. Ognuno di detti verbi, ha una sua ragione di essere nel compiere il lavoro con sé stessi e su sé stessi, in quanto ci sono aspetti del mio modo di essere e di pormi che devono essere assolutamente corretti, altri per i quali è sufficiente un aggiustamento od una piccola modificazione, altri ancora che richiedono una trasformazione alla radice mentre per alcuni non c’è via d’uscita, non basta modificare vanno sradicati. La fase successiva se ciò si realizzerà (lo spero), sarà la possibilità della scoperta di nuovo modo di “essere” e mi auguro del “risveglio” delle virtù assopite o nascoste, quelle che consentono di vedere le “cose” del mondo da una prospettiva un po’ più alta, ciò implica il passaggio dall’orizzontale al verticale nell’osservazione e gestione non solo di sé, ma nella gestione delle relazioni con gli altri, nell’accogliere diversità, differenze, valori….un’impresa ardua, una lotta continua vista la forza trascinante dell’ego, occorre perseverare e forgiare la volontà nell’esercizio delle virtù, della meditazione, della preghiera, persone e modelli di ispirazione…. per far circolare energia pulita, rinnovata, trasformata. Seguendo un’immagine che mi appare mentre scrivo quanto emerge, visualizzo la mia posizione dalla cima di una vetta non troppo alta, ma abbastanza per consentirmi di vedere il panorama nel suo insieme e coglierne i singoli elementi che lo compongono, il movimento, le interazioni che avvengono e contemporaneamente fare la stessa cosa con la mia persona, ponendomi nella posizione di osservatore del campo. La verticalità consente di osservare e vedere “le cose” dalla giusta distanza e con obiettività, tuttavia raggiungerla nelle sue dimensioni più elevate è inevitabilmente un percorso in salita che vale la pena di provare a sperimentare.

Ornella, dalla Sede dell’Emilia-Romagna.

Luogo: Testimonianze