Testimonianze

20
July
2017

Al termine di un anno di Corso

Luglio 2017 - Consegna diploma e Seminario dal titolo "Libertà dalla solitudine e sofferenza"

La Scienza della Meditazione - Marco Ferrini Counseling CSB

Se debbo pensare a questo anno passato assieme al centro studi Bhaktivedanta la prima parola che sento di esprimere è quella di “gioia”.

Una gioia interiore che scaturisce anche da uno stato d’animo di stupore nei riguardi prima di tutto della mia persona, che mai credevo potesse avere nuovamente la voglia e la forza di rimettersi in gioco e intraprendere un percorso di counseling dopo un’infelice esperienza pregressa.

Una gioia che via via si è andata consolidando in questo anno grazie al fatto di essermi sentito nel posto giusto, nell’ambiente adatto, in un contesto formativo alla mia evoluzione personale, prima che a una scuola formatrice di counselor.

In verità credo che non esistano posti giusti o sbagliati, ambienti adatti a una evoluzione personale o disarmonici alla stessa, in quanto questi possono appartenere a concetti mentali, pregiudizi, credenze, opinioni, idee, aspettative su cui noi ci adoperiamo in base all’immagine che abbiamo di noi stessi o che vorremmo avere. Qualsiasi posto può essere quello giusto o quello sbagliato, qualsiasi percorso può risultare evolutivo o devolutivo, dipende dal nostro sguardo e dalle modalità costruttive che noi per primi scegliamo, in modo da essere co creatori e portatori di contributi a un benessere che coinvolga il maggior numero di persone possibili.

Nello stesso tempo questa condizione credo la si possa ottenere solamente se prima si è rimasti in contatto con persone che hanno dimostrato attraverso la loro opera e il loro esempio di incarnare aspetti più legati al bisogno di dare che a quello di ricevere, più in sintonia coi fabbisogni di gioia provenienti dalla propria interiorità piuttosto che a una identificazione con una esteriorità frivola e passeggera, con persone proiettate verso valori universali e trascendentali rispetto a un ripiegamento sui propri interessi personali e di parte. Ecco che l’osservazione e l’introiezione di questi comportamenti, atteggiamenti, modi di essere possono poi essere fatti propri in qualsiasi tempo, luogo e circostanza, in presenza di qualsiasi situazione, in quanto non ledono l’operato altrui ma piuttosto cercano di capirlo anche quando quest’ultimo compie azioni che possono risultare nocive a sé stesso e a quelli che lo circondano, in quanto viene a posizionarsi uno sguardo che guarda oltre, che non si ferma al fatto, alla persona (maschera) che si ha di fronte, ma pur tenendo conto di questi fattori impermanenti si posiziona sull’essere e sulla sua natura ontologica.

Ecco che quindi la mia gioia è aumentata frequentando questa scuola e osservando i miei insegnanti, nel vedere il loro amore e la loro passione in quello che cercavano di trasmetterci, il loro impegno nelle proposte che mensilmente ci portavano alla nostra attenzione, il seguirci scrupolosamente nelle relazioni che inviavamo loro, nella loro disponibilità alle nostre richieste anche durante il mese, un esempio di disponibilità e professionalità del prendersi cura delle persone e delle cose che si sente derivata dal cuore.

Anche le tematiche studiate durante l’anno che hanno visto come proposte il trasformare le emozioni negative in giocosa creatività, il liberarsi da dipendenze e condizionamenti, il superare i conflitti parlando con il cuore, la leadership del benessere e quella del perdono oltre agli aspetti avanzati del colloquio di counseling, mi sono sembrate prima di tutto rivolte a noi stessi come individui, attuative alla crescita della nostra consapevolezza, del nostro sapere di chi siamo e di come ci muoviamo nel mondo, del modo migliore per entrare in contatto con noi stessi.

Una modalità di studio fatta quindi sulla nostra personalità per poi poterla esperire con i futuri clienti, partendo da delle basi solide fondate su una maggiore conoscenza delle nostre dinamiche e dei nostri processi interiori.

All’interno di queste lezioni i concetti che maggiormente mi hanno affascinato sono stati quelli riguardanti il Dharma, l’origine della propria natura ontologica, il concetto di Sé e l’immagine di sé. Tutti argomenti che ho trovato molto propositivi in quanto permettono di andare oltre il proprio io, oltre gli avvenimenti che accadono e che ci possono creare turbolenze e sofferenze per accedere a quegli stadi di eterna pace e beatitudine che sono i luoghi da cui proveniamo e con cui siamo ancora legati impercettibilmente. Sono ancora gli aspetti non purificati di guna e karma che non ci permettono di accedere a queste realtà se non in maniera occasionale e per brevi istanti.

E’ da sottolineare come una volta fatti propri questi aspetti che si situano oltre i nostri piani mentali e emozionali, (pur compenetrandoli ma senza identificazione) si possa lavorare in maniera molto più empatica con il cliente che si ha di fronte in quanto si possono intravedere anche in lui quelle qualità che si situano oltre le apparenze manifeste, oltre i conflitti di cui può essere portatore e creare allora una sana alleanza attraverso il rapporto di counseling per il raggiungimento e soddisfacimento dei suoi più veri bisogni, per il suo benessere e quello delle relazioni in cui è coinvolto.

E’ da ricordare come più volte il Maestro Ferrini abbia posto l’accento sul fatto che qualsiasi problema di cui è portatore o portatrice il cliente è un problema legato alla relazione, che può essere quella con sé stesso o con gli altri, per cui se si vogliono ottenere dei passi concreti mi viene da riflettere che la prima relazione da prendere in considerazione in un contesto di counseling è quella counselor-cliente in quanto si predispone nel qui e ora, è passibile di osservazione ed eventuale correzione proprio perché sta accadendo, sta succedendo e può quindi fare da modello per le altre relazioni magari conflittuali con cui il cliente si sta relazionando nel suo ambito di vita.

Da qui allora sento una grande responsabilità nella figura del counselor in quanto esso non può fingere di essere ciò che non è ma deve aver raggiunto una congruenza tale da poter essere esempio attivo e concreto anche per gli altri, in primo luogo per i clienti con cui si relazionerà, guida apprezzata e degna di fiducia in quanto il cammino sui sentieri impervi che portano alla conoscenza della propria interiorità lui l’ha già percorso e ne è uscito con una ritrovata consapevolezza che può fungere da faro anche per gli altri.

Stefano, dalla Sede del Veneto

Luogo: Testimonianze

03
July
2017

Un traguardo importante nel viaggio della vita

Luglio 2017 - Consegna diploma e Seminario dal titolo "Libertà dalla solitudine e sofferenza"

Seminario di Luglio 2017

Le relazioni di fine seminario per me sono finite, mi mancheranno....da oggi veramente sono un counselor relazionale spirituale...!
Non che un pezzo di carta trasformi, quello resta pur sempre un pezzo di carta per quanto bello possa essere, quello che ha modificato è stato il susseguirsi dei mesi di studio, di questi tre anni che hanno fatto di me un counselor, certo la prova verrà da questo istante in poi, tuttavia sento che scorre con forza nelle vene questa propensione di poter essere d'aiuto, penso che sia il modo migliore per poter cambiare il mondo, in silenzio, sottovoce a tu per tu con le persone.

Se ogni persona che incontrerò riuscirà a trovare nuove prospettive per la sua vita e a guardarla con gioia e più ottimismo, sarà a piccoli passi un modo per cambiare anche ciò che ci circonda. Un'utopia? Potrà essere anche utopia.... “i sogni sono desideri nascosti in fondo al cuor” cantava Cenerentola.... Ed aveva ragione i desideri danno forma ai pensieri, questi alle parole e queste ultime alle azioni, ed è così che si forgia il nostro destino....!
Il Centro Studi Bhaktivedanta ha forgiato il mio destino e sono infinitamente grata per questo cammino fatto con voi, avete dato forma ai miei sogni, avete dato forza alle mie parole, avete creduto nelle mie potenzialità a quelle qualità che nemmeno io sapevo di avere. L’Amore che andate seminando è puro e permette a tutti di avere mille altre possibilità, quando per molti tutto ha già avuto un suo corso e non ha senso ripartire.... Il senso invece c’è sempre, anzi è proprio quando pensi di aver fatto tutto che è bello cominciare qualcos’altro, qualcosa che porti dentro di sé, che orienti su valori più elevati e che guardi agli altri come a una risorsa inestinguibile di ricchezza e bellezza.
Il viaggio fatto è stato bellissimo e non finirà qui, in questo frangente finisce una parte del percorso che mi ha dato tanto e che mi permette di rimettermi in gioco anche come professionista e non è cosa da poco, specie in questi tempi bui dove sfruttare il senso di paura sembra il gioco del momento da parte di molti, sopratutto da chi dovrebbe dare vigore e fiducia ai cittadini.
Per fortuna esistono isole felici, dove non è tutto facile, tuttavia la parola impossibile è stata sostituita da possibile , perché tutto può trasformarsi in una incredibile opportunità e questo è fonte di positività, di gioia, di speranza, di Amore!

Grazie Caro prof. Marco Ferrini per essere Tu il primo a crederci fortemente in questo sogno che questa scuola rappresenta e che è diventato la realtà di molti, grazie di essere esempio di coerenza e fede, grazie per portare alto il Vessillo che l’Amore può tutto!

Grazie a tutti i docenti sempre pronti a esserci in qualsiasi momento, grazie per la vostra preparazione, per la vostra instancabile ricerca e continua messa in gioco con nuove proposte e modalità che vi fanno ottimi esempi di vita!

Un Grazie speciale ad Andrea Boni per la sua professionalità, la sua umiltà e il suo esserci così amorevole con tutti noi, grazie per infondere il desiderio profondo di rivedersi, di non stancarci mai di ampliare i nostri orizzonti e la nostra sete di conoscenza!

Ogni istante è stato prezioso ed insostituibile!

Parafrasando le mie stesse parole “ Questo viaggio è proprio finito.... No.... Credo invece sia appena iniziato!”

Con gratitudine e stima!

Alessandra dalla sede del Veneto

Luogo: Testimonianze

13
June
2017

Il processo del perdono

maggio 2017 - Seminario di counseling - La leadership del perdono

Seminario di Maggio 2017

È stato un seminario molto intenso sia a livello cognitivo sia a livello emotivo.

Non ho mai pensato al perdono come processo, l’ho sempre vissuto come atto mentale e le emozioni connesse ad esso le ho sempre sentite da reprimere, soffocare. Ho vissuto il perdono più come atto di etica e morale, che servisse a ristabilire un equilibrio sociale violato, piuttosto che come un atto di dono e liberazione per se stessi. L’aspetto emotivo in verità l’ho sempre sentito secondario, il sentire nella mia visione sarebbe svanito con il tempo.

Mi mette un po’ in soggezione rendermi conto che, esasperando un po’ i toni, ho sempre pensato che poiché la “brava” persona perdona, allora si deve perdonare, senza esitazione: se poi il perdono sia vero o no, poco importa tanto le emozioni distruttive si governo e prima o poi cessano. Insomma mi è sempre sembrato un atto più esteriore che veramente interiore.

È da queste premesse che è partito il mio approccio con il seminario, il quale ha rivoluzionato il mio setting cognitivo. Perciò direi che è stato uno tsunami.

Ci sto lavorando, anche se trovo che tutto insieme mi soffochi: è da qualche tempo che tutto questo parlare di emozioni, mi irrita. Mi manca un po’ la gioia della trasformazione e sento maggiormente l’io giudicante che mi sevizia. Ma la cosa positiva è che vedo il giudizio! Riesco a vedere quali sono le mie responsabilità e quali sono quelle dei miei famigliari e finalmente riesco a chiedermi “cosa provo?”, accettando il mio sentire senza piegarlo a cosa sarebbe meglio che io sentissi!

Marta, dalla Sede della Lombardia.

Luogo: Testimonianze

09
June
2017

Cammino verso l'Amore

maggio 2017 - Seminario di counseling - La leadership del perdono

Seminario di Maggio 2017

Molto forte ed esplosivo, mi ha molto trasformata…..anche se le crisi sono sempre in aguato.

Emozioni forti, quasi non motivate per quel momento in cui le ho vissute, se non dal fatto che non erano legate a quel momento, ma all’intero samskara di mille vite, rievocato dagli abissi dell’inconscio.

Sono entrata nelle sfumature del perdono come si entra in una stanza nuova piena di “cose” mai viste.

Ho cercato di sentirlo dentro, non di pensarlo con la testa, e questo mi ha aiutato ad incontrare, anche se per pochi attimi di secondo, questo spazio.

E’ vero è uno spazio oltre….il bene e il male, è una zona di consapevolezza e disponibilità.

Osservando questa nuova dimensione, questo piano sconosciuto ho colto la grande opportunità di salvezza. Uno strumento indispensabile per aprirsi all’amore….a quella dolce dimensione che va oltre il tempo e la morte e che tanto aneliamo.

“La vita è il viaggio

Il mezzo la conoscenza

La meta l’Amore

Cit. Marco Ferrini”

Ho ricordato le parole di Marco Ferrini in uno scritto di molti anni fa in cui mi disse:

“il perdono è la misura dell’amore”.

Che bella questa frase …. Mi risuonava, ma mi scappava tra le mani come sabbia tra le dita aperte.

In questa esperienza ho visto cosa significa: il perdono è una meravigliosa opportunità di imparare l’amore, un’opportunità di amare davvero, di avvicinarsi all’Amore con la A maiuscola e di avvicinarsi a Dio….ecco perché è la misura dell’amore.

Senza perdono non c’è amore….

Perdonare chi o cosa?

Per me….in primis me stessa, le parti frammentate di me perse ed intrappolate nei miei samskara di mille vite. L’evoluzione è ritrovare tutti i nostri frammenti di coscienza e consapevolezza e riunirli integri in un solo luogo, senza tempo e spazio, ricongiungerli alla matrice prima dell’origine. Ritirare dal passato e dal futuro proiezioni di pezzi di noi….riunirli nel presente per far esperienza del Sé.

Il perdonare di una cellula verso l’altra cellula, un respiro verso l’altro respiro, un organo verso l’altro organo….sciogliendo conflitti e malattie.

Il Maestro dice “perdonate più che potete”…non c’è da perdonare un fatto in se o una persona in se, c’è da perdonare la memoria di essere separati costantemente dal proprio centro: comprendere, accogliere e essere consapevoli di questo. Un perdono costante di ogni parte di noi verso ogni parte di noi.

Una cosa l’ho capita: io non devo salvare nessuno, non devo cambiare il mondo facendo un atto esteriore, non posso nemmeno farlo e se penso di sì, pecco di arroganza dell’ego.

L’unico impegno totalizzante è essere concentrata su di me nell’infrangere quel velo che oscura la vista e mi rende cieca all’autentica essenza della vita.

Un lavoro certosino, con un passo da montanaro, sistematico un piede davanti all’altro con ritmo, costanza, determinazione. Così si guadagnano le vette.

Vetta dopo vetta, una strana vetta in discesa verso la mia vera identità.

Progressivamente, come una risultanza matematica, si aiutano gli altri, ci si mette al servizio autentico, nell’onestà, con la giusta energia, con la giusta predisposizione, con la giusta intenzione, senza fatica, senza indugi, senza troppi “danni”.

Ciò che viene acquisito deve essere donato….poichè io e gli altri siamo figli della stessa matrice e collegati ad essa in un ordine cosmico perfetto.

Significa che non soffrirò più?…..no, non mi illudo di eludere la sofferenza così in fretta, significa essere onesti con se stessi sul fatto che ci saranno ancora felicità e sofferenze, nel gioco duale della vita….poi ci sarà quel Punto che sta nascendo dentro di me, occhieggiante come le stelle in un cielo notturno, quel Punto è solo un punto ma la sua luce illumina già tutto il panorama. Mi rassicura, a volte lo perdo, poi centrandomi e fermandomi lo ritrovo di nuovo….è fonte di serenità, di pace, di sicurezza….si amplia a mano a mano che lo ripulisco dalle macerie delle emozioni e dei pensieri, siano essi sia deliziosi che disturbanti.

Il perdono mi aiuta ad avvicinarmi a quel Punto Luce dentro di me…..e da quel Punto c’è la finestra sul Grande Cielo.

Tornata a casa dal seminario ho scritto di getto queste parole, ripensando al lavoro fatto con i docenti e i compagni e pensando alle tante persone care intorno a me in cerca della vera Via:

“Anime alla ricerca della verità, che sulla via dell'amore incontrano uno strumento evolutivo di una potenza mai considerata....Perché mai visto sotto la veste della perfezione del dono. Il per-dono un dono perfetto.  Non centra con la colpa.... Non centra con i colpevoli... Centra con la libertà dal giogo delle emozioni.... Chi ha più bisogno di perdono?  Noi stessi.... Abbiamo bisogno di uno spazio e di un ' intenzione in cui incontrarci. Passo passo dentro noi stessi....attraverso le rovine degli errori raccogliere le nostre parti smembrate che  pulsano ancora di una flebile luce.  Ripulire i diamanti dal sangue e dallo sporco.  Perché questa luce possa brillare di nuovo..... Sento che la portata del Dono ricevuto non è nemmeno misurabile.  Mi sento benedetta.  E ringrazio il Signore.”

Continuamente Grata

Lucia, dalla Sede del Veneto.

Luogo: Testimonianze

09
June
2017

Crescita interiore

maggio 2017 - Seminario di counseling - La leadership del perdono

Seminario di Maggio 2017

In questi tre anni ci sono stati molti seminari che sono stati per me dei punti di svolta importanti che passo dopo passo mi hanno accompagnata in questo processo di trasformazione e di crescita. Se vogliamo dare un’immagine a questo viaggio è come se partendo fosse caduto il primo pezzo di un domino dai tanti colori, e identifico la prima pedina se così vogliamo definirla di colore nero, pregna di tutta la vita vissuta fatta di cose belle e brutte ma colma di tante tossine. E questo domino immaginario è caduto al rallentatore, al ritmo dei miei passi e dei miei avanzamenti tutto è arrivato a tempo debito, quando io ero pronta per accogliere il passo successivo che non poteva per nessuna ragione avvenire preventivamente. Tutto ha avuto un senso perfetto e ogni colore rappresentava qualcosa di emozionalmente importante ed è accaduto peculiarmente a come sono io, secondo i miei guna e karma, secondo le lezioni da cui dovevo trarre l'insegnamento adeguato. Questo domino colorato ha fatto cadere uno dei pezzi più importanti in questo seminario e sono cosciente che non poteva venire se non adesso, perché solo in questo preciso momento io ero pronta per fare il passo, i tempi erano adeguati perché avevo messo nella giusta prospettiva tutti gli eventi che stavo vivendo… Questo seminario sul perdono è stato di una potenza incredibile e in questi due giorni il mio domino ha accelerato la sua caduta pezzo dopo pezzo si aprivano le porte della consapevolezza, capivo dinamiche, capivo il senso di ciò che stavo vivendo e arrivavo a comprendere che ero finalmente pronta a perdonare me stessa, ero pronta a liberarmi da tutti i miei sensi di colpa che avevo elaborato solo razionalmente e che prontamente tornavano sempre fuori. Durante questi giorni di studio attraverso le condivisioni, gli esercizi, i filmati, sono riuscita ad arrivare in profondità e ad aprire le porte del cuore per accogliere me stessa nella sua essenza e a liberarmi da tanti fardelli che ora non hanno più senso di esistere.

Il pianto stavolta ho sentito che era diverso, arrivava da molto lontano e quando finalmente ho esplicato ad alta voce il perdono è caduto un pezzo enorme del mio domino e in quel momento io mi sono sentita veramente libera; si era aperto uno squarcio tra le nuvole ed è apparso un cielo terso e di un azzurro fiordaliso. Ho sentito che il passo fatto verso me stessa era stato vero e profondo, portato dalla testa al cuore e tutto è cambiato radicalmente. È cambiato il mio modo di pormi verso le persone con cui vivo, e che frequento, sopratutto libera da quelle catene riesco a sostenere le mie e le emozioni altrui. Può sembrare impossibile ma è veritiero cosa può fare il vero perdono: trasforma la vita, ci si sente leggeri e le prospettive cambiano completamente. Questo percorso è stato veramente un susseguirsi di grandi conquiste che non sono arrivate per magia, è stato necessario lavorarci sù, cadere, rialzarsi, non arrendersi e crederci, sì... crederci fortemente!

Grazie di cuore!

Alessandra, dalla Sede del Veneto

Luogo: Testimonianze

02
May
2017

Conoscere sé stessi

marzo 2017 - Seminario di counseling - Superare i conflitti parlando con il cuore

Seminario di Marzo 2017

Sento che i week end dedicati al seminario sono sempre più fonte di arricchimento interiore, energia che mi stimola e mi aiuta molto nel mio desiderio di scoperta del Sé. E' come se con me portassi sempre in giro una lente di ingrandimento, lente per potermi osservare in profondità, osservare le mie reazioni a determinati comportamenti. Osservarmi nell'interazione con gli altri, osservare gli altri nelle loro manifestazioni, cercando sempre di non giudicare, ma comprendere. La parte del giudizio è argomento assai ostico, è una sfida con se stessi, se si riesce ad evitare il giudizio si aprono le porte ad una comprensione dell'altro che a volte può anche meravigliare; soprattutto aiuta ad indagare maggiormente il proprio mondo interiore.

Antonella, dalla Sede dell’Emilia-Romagna

Luogo: Testimonianze