Anch’io desidero offrire agli altri quanto di migliore della mia persona

GIUGNO 2018 - L’ARMONIZZAZIONE DI ANAHATA CHAKRA: COME CREARE RELAZIONI APPAGANTI ED EVOLUTE

Da un punto di vista interiore ho vissuto molto positivamente il seminario di Giugno a Ozzano dell’Emilia. Ho gradito molto gli interventi di Silvia Minguzzi, coaching, consulente formatrice coach, co-fondatrice dell’Accademia dell’intelligenza Emotiva, giornalista e tanto altro ancora, ma soprattutto persona dolce, empatica e decisa, esempio molto bello da tenere presente nell’ambito del counseling.

Ho molto apprezzato anche la disponibilità (non sempre scontata) del Centro Studi Backitivedanta nel mettersi "in gioco" e ospitare all’interno del seminario una professionista non formata dalla stessa scuola.
Già qui possiamo farci un’idea di come questa Scuola non veda antagonisti, ma un arcobaleno di complementarietà negli altri (ovviamente persone con determinate caratteristiche), per offrire allo studente un programma didattico quanto di più positivo, ricco e completo si possa desiderare.
Ho trovato originale e interessante quando Silvia, durante una simulazione di colloquio, ha utilizzato una normalissima “cintura” da tenere in mano (lei da un capo e la cliente dall’altro) da tendere lievemente quando la cliente dava “cenni” di sentirsi sola.
Io avrei gradito questa modalità, perché mi sarei sentita ascoltata e amorevolmente sorretta.
In quella “futile” cintura ho sentito scorrere tutta la dolcezza di quella donna che penso sia giunta alla cliente. Silvia ha scelto un lavoro dove può offrire tutto l’amore che ha dentro.
Anch’io desidero offrire agli altri quanto di migliore della mia persona , ma devo lavorare ancora molto, come i girasoli devo volgere il capo prima di tutto verso la luce che è Dio, Krishna, e chinare maggiormente il capo in segno di rispetto.
Loro, (i girasoli) giunti a maturazione lo fanno (vuoi per il peso dei semi), e se non abbiamo avuto la fortuna di comprendere questo in giovane età ci si augura di poterlo fare in età “matura”.
Appunto per iniziare un bel respiro, raddrizzare le spalle, offrire un bel sorriso che sgorga dal cuore (come fa Silvia) per comprendere cosa mi rende vulnerabile e come i miei guna interagiscono con tutto ciò.
Aprire il respiro, spargere qualche lacrima, a volte è necessario per venire a “patto” con il dolore vissuto, per avere compassione per gli altri, per ritrovare centratura ,autonomia e gioia.
Grazie.
Antonella, dalla Sede del Veneto.

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