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La natura del rapporto di aiuto nel Counseling Da una riflessione del Prof. Vincenzo Masini (Direttore della Commissione Counseling della Federazione Associazioni Italiane di Psicoterapia: “Il counseling non costituisce un indirizzo psicologico ma pedagogico, filosofico, sociologico, antropologico, umanistico ed è applicato nei settori più diversi della relazione sociale. Il counselor opera infatti mediante relazioni di affinità sociosolidale con il cliente; egli diventa ciò di cui il cliente ha bisogno al fine di sviluppare quelle dimensioni dell’umano ancora ignote o critiche per il cliente. Sono le relazioni che conducono l'essere umano a diventare persona e l'”umano” si sviluppa e diventa personalità laddove ci siano relazioni di affinità elettiva. L’affinità elettiva sostiene relazioni di disponibilità, di dialogicità, di riconoscimento, di incontro, di mediazione, di complementarità e di integrazione. La natura del rapporto di aiuto nel counseling verte sulle abilità relazionali che dispongono a tali modelli primari interumani. Il disagio che il counseling affronta nasce dalle esperienze e dai vissuti di relazioni oppositive, quali l’equivoco, l’incomprensione, l’evitamento, la delusione, l’insofferenza, il fastidio e il logoramento. Quando i rapporti umani vengono imbrigliati all’interno di tali trappole relazionali l’evoluzione verso la costruzione di una personalità armonica è costretta in copioni ripetitivi e limitanti di comportamento. Il counseling muove per l’innesco di processi di miglioramento e propone risposte articolate ma semplici ai problemi della vita delle persone che non trovano vie di uscita in metodi troppo accademici, strutturati e codificati. D’altro canto il counseling si pone anche come reale alternativa alle attuali spinte new-age di relativismo etico che troppo spesso scivolano nella banalizzazione: dalle cure “fai da te” o alla magia passando attraverso una fitta rete di proposte “leggere” ma inconsistenti se non addirittura pericolose”. Perché il Counseling con CSB? 1. Conoscere e Sviluppare le proprie facoltà interiori, per un concreto miglioramento della relazione con sé stessi e con gli altri. 2. Sviluppare competenze operative da impiegare in vari settori professionali e sociali. 3. Migliorare la propria capacità di ascoltare e di comunicare con successo. 4. Acquisire la conoscenza e la sicurezza di base per offrire sostegno, orientamento ed aiuto nei disagi esistenziali della singola persona, della coppia o del gruppo. Cos'è il Counseling? Il termine counseling (o anche counselling secondo l'inglese britannico) indica un'attività professionale che tende ad orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità del cliente promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le capacità di scelta. Si occupa di problemi non specifici (prendere decisioni, miglioramento delle relazioni interpersonali) e contestualmente circoscritti (famiglia, lavoro, scuola). Chi è il Counselor? L'attività di counseling è svolta da un counselor, persona professionalmente in grado di aiutare un interlocutore in problematiche personali, private e talvolta emotivamente significative. In base al bagaglio di abilità possedute, le competenze proprie all'attività di counseling possono essere presenti nell'ambito di diverse figure professionali quali psicologi, medici, assistenti e operatori sociali, educatori professionali. Essa è finalizzata a «consentire ad un individuo una visione realistica di sé e dell'ambiente sociale in cui si trova ad operare, in modo da poter meglio affrontare le scelte relative alla professione, al matrimonio, alla gestione dei rapporti interpersonali, con la riduzione al minimo della conflittualità dovuta a fattori soggettivi», (Galimberti, U. 2006 Dizionario di Psicologia, Torino, UTET) ed è inoltre «un'attività di competenza relazionale che utilizza mezzi comunicazionali per agevolare l'autoconoscenza di se stessi attraverso la consapevolezza e lo sviluppo ottimale delle risorse personali per migliorare il proprio stile di vita in maniera più soddisfacente e creativo» (Feltham, C.; DrydenMay, W. 1995 Dizionario di Counseling, Roma, Sovera-Multimedia). Differenze tra il counseling e la psicoterapia Da un punto di vista epistemologico il counseling si differenzia dalla psicoterapia per: * l'adozione di un metodo diverso da quelli riferiti a "medico-paziente" propri dei modelli psicoterapeutici; * la definizione dell'obiettivo concreto e del contesto spazio-temporale della relazione counselor-cliente; * l'esclusione della patologia come settore di intervento. A differenza del paziente nella psicoterapia, il cliente nel counseling non ha bisogno di essere curato né aiutato a superare una sofferenza psicologica, ma si avvale delle competenze del counselor come sussidio delle capacità che già possiede in modo da conseguire obiettivi che desidera nei modi e nei tempi che gli sono consoni. Cenni storici sul Counseling Negli Stati Uniti notizie su attività di counseling si trovano fin dai primi anni del Novecento, quando alcuni operatori sociali adottano il termine per definire l'attività di orientamento professionale rivolta ai soldati che rientrano dalla guerra e che necessitano di una ricollocazione professionale. (Rahm, E. 1999 La storia del counseling in: AA.VV. Integrazione nelle psicoterapie e nel counseling, Roma, E.S.A.) Negli anni cinquanta nascono la Division of Counseling Psychology dell'APA (American Psychological Association, per maggiori informazioni www.apa.org) e l'American Personnel and Guidance Association. Fondata nel 1952 cambierà il proprio nome nel 1983 in American Counseling Association (per maggiori informazioni: sito web dell'ACA www.counseling.org). Successivi sviluppi avvengono per l'influenza di attività di ricerca e culturali quali: * l'orientamento scolastico rivolto agli studenti al termine delle scuole superiori; * l'orientamento professionale rivolto prevalentemente ad ex lavoratori necessitanti di una nuova collocazione professionnale; * l'assistenza sociale e infermieristica; * le psicoterapie –in particolare comportamentista e psicoanalitica– col sostanziale contributo dell'orientamento umanistico-esistenziale, dell'esistenzialismo e dei movimenti olistici orientati alla salute finalizzati alla prevenzione dei problemi psicologici tesi all'abbandono dei modelli centrati sulla psicopatologia in favore di criteri orientati alla salute e alla prevenzione psichica. Il Italia si possono rintracciare attività affini al counseling nella storia dell'assistenza sociale (Pagani, P. L. 1998 I principi dell'incoraggiamento, Milano, Franco Angeli) che ha inizio intorno agli anni '20. Tali iniziative assistenziali, formalmente costituitesi nel 1929 (Parsons, F. 1909 Choosing a vocation, Boston, Houghton Mifflin) hanno un carattere prettamente filantropico e volontario. Nello stesso periodo nascono le prime scuole-convitto - esclusivamente femminili - per assistenti sociali. A partire dagli anni '50 iniziano a svilupparsi scuole aperte anche a diplomati di sesso maschile. Intorno agli anni '70 alcune scuole di formazione in psicoterapia iniziano a formare figure professionali orientate alla relazione e centrate sull'individuo, pur tuttavia non avendo ancora una definizione di competenza. La definizione di counselor nel campo del lavoro inizia ad essere utilizzata a partire dagli anni '90 con la prima organizzazione dell'attività professionale. Sempre in questi anni nascono le prime associazioni - che si definiscono di counseling con l'intento di promuovere il counseling e regolamentarne l'esercizio. |
