Resoconto del seminario dell'8 e 9 maggio 2010
L'8 e 9 maggio si è svolto a Milano il Seminario di Counseling del Centro Studi Bhaktivedanta sul tema: “Conoscere se stessi per armonizzare le relazioni: come esprimere al meglio la propria affettività nella famiglia, nella coppia, nella società”.
La prima giornata, condotta da Manola Farabollini, ha permesso di focalizzare l'attenzione su alcuni dei principali comportamenti che favoriscono le relazioni e, di contro, alcuni tra quelli che maggiormente le danneggiano.
Tra gli argomenti di maggior rilievo sviluppati ricordiamo quello inerente l'importanza dell'autonomia affettiva. Spesso l’amore viene frainteso poiché interpretato e vissuto come un appoggiarsi passivamente l’uno all’altro ed inevitabilmente la relazione soffoca perché concepita su di un incastro di bisogni.  L'amore vero vive nella libertà e nella reciproca autonomia affettiva: solo se ci sono questi presupposti si può dire di amare veramente. Se ci si predispone nelle relazioni in maniera costruttiva, dagli altri possiamo ricevere tesori immensi in termini di affetto, ispirazione, orientamento, supporto, ma non dobbiamo diventarne dipendenti.  La dipendenza affettiva, infatti, produce limiti, distorsioni, ci vincola e ci imprigiona invece di farci librare in volo e, a beneficio di tutti, dispiegare tutte le nostre migliori potenzialità e le potenzialità della relazione.
G.K Gilbran, ne “Il profeta”dice: “Amatevi vicendevolmente, ma il vostro amore non sia una prigione: lasciate piuttosto un mare ondoso tra le due sponde delle vostre anime[…]come le corde di un liuto, che sono sole, anche se vibrano per la stessa musica”.
Amore significa A-mors, cioè senza morte. Dunque amare vuol dire  “privare l'altro della morte, renderlo vivente”. 
Ciò è possibile se non lo carichiamo delle nostre aspettative, dei nostri bisogni e proiezioni, ma se ci impegniamo a riconoscerlo, ad apprezzarlo e ad amarlo nella sua unicità, cercando di stabilire un contatto profondo, non con l'ego ma con il sé spirituale.  
La seconda giornata di Seminario, condotta da Marco Ferrini, ha approfondito le caratteristiche dell'arte di amare, fornendo insegnamenti e strumenti pratici che i Counselor possono utilizzare nella relazione d'aiuto.
Tre regole fondamentali che permettono di sviluppare una buona capacità relazionale e di esprimere l'amore sono:
1. Non lasciarsi dominare dai sensi, dagli istinti, dai desideri egoici;
2. Non affidarsi esclusivamente all'intelletto, ma ricercare la voce del sé;
3. Non attaccarsi egoicamente né dipendere da status, ruoli e funzioni sociali.

Una delle principali caratteristiche dell'amore, ha inoltre spiegato Ferrini, è la dedizione, la cura, il servizio all'altro.  L'amore lo si esprime attraverso le opere e soprattutto attraverso la coerenza del nostro comportamento. Il nostro flusso d'amore deve essere costante,  a prescindere di come l'altro si comporti nei nostri confronti. L'amore vero non pone condizioni e non ha un oggetto esclusivo; per esprimersi assume varie forme a seconda della realtà contingente e del grado di condivisione che l'interlocutore concede, ma nella sua essenza rimane inalterato in ogni circostanza e verso ogni essere. L'amore è uno stato dell'essere, una modalità di vivere, è la frequenza dell'anima. 
Quando l'amore è riconquistato, si torna ad immergersi nel fiume eterno della vita, perché la vita acquisisce senso solo attraverso l'amore.
Ferrini ha proseguito spiegando le dinamiche che vengono messe in moto dalla legge della reciprocità che è il principio psicologico universale e fondante di tutte le relazioni, evidenziando poi le conseguenze di rapporti impostati su di una degenerazione del sentimento d'amore.
La giornata formativa si è conclusa con un'intensa esperienza di Visualizzazione meditativa in cui sono state analizzate una serie di problematiche relazionali, offrendo per ciascuna strumenti di risoluzione.