| Intervista da parte di Aleksandar Todorovic a Marco Ferrini |
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Perignano , 23/04/2010 Aleksandar Todorovic: Mi piacerebbe che tu ci parlassi di alcuni dei principi fondamentali che favoriscono la cura olistica delle persone. Marco Ferrini: Innanzitutto occorre distinguere tra coloro che hanno già fatto una scelta spirituale ben precisa e coloro che invece ancora non l'hanno fatto, ovvero che non sono alla ricerca di un vero e proprio sistema di valori etici né tantomeno sono pronti ad affrontare una conversione religiosa, ma che però sono interessati a risolvere i propri problemi esistenziali: sia a cercare soluzioni a questioni pratiche quotidiane sia a trovare risposte sul senso della vita e sul destino dell’uomo. Ad entrambe queste categorie di persone possiamo offrire insegnamenti efficaci, ma utilizzando approcci e modalità differenti ed in particolar modo un linguaggio diverso, adeguato ai rispettivi bisogni e interessi. Lo scopo comune di queste relazioni d'aiuto è favorire la presa di coscienza della propria identità profonda di natura spirituale e del senso più alto del vivere. Aleksandar Todorovic: Parlami per favore di entrambe queste tipologie di relazione d'aiuto. Marco Ferrini: Inizierò parlando di coloro che hanno già fatto una scelta spirituale ben precisa. Quando queste persone mi dicono di avere “problemi spirituali”, io cerco di far comprendere loro che in realtà non esistono “problemi spirituali”. Le problematiche possono emergere sul piano fisico, psichico, emozionale, oppure su quello economico, sociale, professionale o ancora nella sfera della vita religiosa, ma non sul piano spirituale. Anzi, per risolvere tutte queste problematiche è proprio la presa di consapevolezza spirituale che risulta essere determinante poiché permette di acquisire un punto di vista superiore. La crisi rappresenta una costante nella vita umana, ma è la modalità con la quale rispondiamo a ciò che ci succede che fa la differenza. Dunque, uno dei primi passi da fare è aiutare le persone a prendere coscienza dei propri automatismi mentali che inducono risposte inadeguate agli eventi. La persona va aiutata a guardarsi dentro, a prendere coscienza dei modelli di comportamento che inconsciamente utilizza e dei blocchi che ostacolano il suo percorso evolutivo. Generalmente inizio questo lavoro partendo dall'esplorazione di desideri repressi, traumi, paure. Spesso incontriamo persone che, in nome della spiritualità, vissuta in maniera immatura, hanno rimosso aspetti ctoni della loro personalità, o vicende buie della loro vita, senza aver cercato di illuminarli con una coscienza superiore e di risolvere così i disagi e le problematiche connesse. Le rimozioni sono tra le principali cause di forti crisi esistenziali e spesso sono favorite da astratte fughe pseudo-spiritualistiche. La Uddhava Gita offre al riguardo insegnamenti preziosi, spiegando come la vita spirituale debba prevedere in maniera imprescindibile l'osservanza rigorosa di fondamentali principi etici che portano luce, equilibrio ed armonia nella psiche e nella personalità nel suo complesso. Tali principi sono importanti anche perché permettono di soddisfare in maniera costruttiva istanze e bisogni negletti, spesso rimossi da tempo. Generalmente chiedo alle persone cosa loro piacerebbe fare, come vorrebbero essere, dove vorrebbero vivere e con chi; queste domande potrebbero apparire semplici o forse banali, ma esprimersi al riguardo risulta cruciale per fare chiarezza dentro di sé e favorire il proprio percorso evolutivo, lasciando emergere quegli aspetti della personalità sui quali si deve con più urgenza intervenire. Potrebbe ad esempio emergere il disagio che scaturisce dal fare un lavoro che non piace, dunque in questo caso si dovrebbero dare insegnamenti mirati su come superare il dualismo attaccamento-repulsione e su come approcciarsi a qualcosa che ci crea insofferenza (dvesha). Coloro che praticano gli insegnamenti della tradizione spirituale della Krishna-Bhakti , cui personalmente faccio riferimento, hanno tanti formidabili strumenti a disposizione per lavorare su loro stessi: la meditazione, la visualizzazione, azioni compiute in un uno spirito di offerta al Divino per il bene di tutte le creature, la compagnia di persone evolute che sono sul loro stesso percorso. Questa compagnia è uno dei principali fattori “terapeutici”, ma occorre beneficiarne non in senso astratto, bensì attraverso relazioni personali vissute con emozione empatica nella quotidianità e fondate sul fare le cose assieme. La condivisione di tali attività fatte per il bene comune risulta essere il migliore strumento di conoscenza reciproca, che permette di creare relazioni costruttive, solide, straordinariamente benefiche per lo sviluppo evolutivo di tutti. Aleksandar Todorovic: Dunque, tutto ciò richiede lo sviluppo di relazioni eminentemente personali ? Marco Ferrini: Sì, certamente. Ogni persona ha da essere considerata come un mondo a sé, un affascinante universo coscienziale unico, diverso da ogni altro, con il quale stabilire una relazione altrettanto unica e speciale. Nessuno può essere incastrato in uno schema o etichettato in un determinato tipo psicologico. Ridursi ad una visione schematica diminuisce di gran lunga l'aiuto che possiamo offrire agli altri. Ci tengo a precisare che nel mio caso questo aiuto non è equiparabile ad una cura psicoterapeutica; esso attinge ad insegnamenti e valori spirituali che sono in grado di produrre armonia, equilibrio e benessere duraturo in ogni componente della personalità e in ogni sfera esistenziale (psicologica, sociale, professionale, ecc.). Gli strumenti messi a disposizione dalla tradizione spirituale della Krishna-bhakti sono formidabili, straordinariamente potenti, ma occorre imparare ad utilizzarli al meglio, comprendendo come applicarli al meglio su se stessi. Per fare ciò è importante che ciascuno sia incoraggiato ad andare in profondità dentro di sé, a cercare di capire realmente cosa sente, cosa ostacola e cosa favorisce il suo percorso evolutivo, in che modo può meglio esprimere la sua spiritualità e devozione verso il Signore. Come nella scienza ayurvedica è spiegato che ciascun individuo ha un determinato profilo psicofisico: pitta, kapha o vata, allo stesso modo nella psicologia trascendente, sul piano spirituale, ognuno di noi ha il proprio rasa o sentimento spirituale che in maniera peculiare lo collega a Dio. Riscoprendo quel rasa possiamo partecipare ad ananda, alla hladhini shakti, alla felicità che è intrinseca alla nostra originaria natura d'Amore. E con la realizzazione di questo rasa scompaiono naturalmente ogni tendenza negativa e difetto di comportamento, dissolvendosi di conseguenza scoraggiamento, sofferenza, tristezza, paure, depressione. Dunque, aiutare le persone significa in primo luogo aiutarle a ricollocarsi nella propria originaria natura, stimolandole a fare ciò che ad essa è più consono e dal quale possono trarre autentici soddisfazione e beneficio. Ciò permette al soggetto di evolvere e gradualmente centrarsi nel proprio rasa; se non lo stimoliamo ad impegnarsi secondo le proprie coordinate di guna e karma (tendenze ed esperienze) e nell'ottica di realizzare la propria peculiare relazione con il Divino, difficilmente egli potrà vivere la vita spirituale in maniera gioiosa ed evolvere. Aleksandar Todorovic: Quindi si devono impegnare le persone secondo la loro natura? Marco Ferrini: Sì, certamente. Ciò dovrebbe essere prioritario anche rispetto al principio dell'utilità pratica, perché solo in questo modo si può davvero offrire una buona cura spirituale. Aleksandar Todorovic: Al riguardo ricordo di aver letto una lettera di Shrila Prabhupada dove Egli sottolineava proprio l'importanza di agire in questo modo. Marco Ferrini: Sì, è fondamentale comprendere le inclinazioni e le aspirazioni spirituali di ciascun individuo, aiutando lui per primo a riconoscerle. Con ciascuno occorre interagire in maniera personalizzata. Nemmeno con due fratelli gemelli possiamo comportarci nello stesso modo! Ognuno è caratterizzato da una sua natura peculiare e dobbiamo entrare in sintonia con quella natura per entrare in sintonia con la persona. Ciò include anche sviluppare una peculiare modalità relazionale, quella più adatta al nostro interlocutore. Aleksandar Todorovic: È un grande principio, un'importante lezione. In che modo riesci a comprendere i problemi della gente e come aiuti ogni individuo ad esprimere i suoi disagi e ad affrontarli? Marco Ferrini: Stabilendo una relazione personale, condividendo esperienze, facendo cose assieme, educando a fare riflessioni e bilanci della propria vita e a ideare progetti per il futuro. Ciò aiuta le persone a far convergere sempre di più la realtà sognata con quella che vivono nella quotidianità, incrementando il desiderio di superare i propri limiti e di evolvere sviluppando un maggiore senso di responsabilità. Una delle principali cause di sofferenza è l'incapacità di realizzare le proprie più intime aspirazioni, dunque la discrepanza tra come si è e come si vorrebbe essere, tra come si vive e come si vorrebbe vivere. Aleksandar Todorovic: Quando e in che modo generalmente introduci l'importanza di assumersi delle responsabilità? Marco Ferrini: Sin da subito cerco di responsabilizzare la persona. Chi non ha senso di responsabilità, non può nemmeno sperare di apportare dei miglioramenti nella propria vita. Aleksandar Todorovic: Se hai piacere, adesso possiamo parlare della relazione d'aiuto con quelle persone che non hanno ancora fatto una scelta spirituale ben precisa. Marco Ferrini: Sì, si tratta di persone che sono alla ricerca di soluzioni ai loro problemi esistenziali. Molti sono quelli che soffrono in famiglia, a causa di relazioni difficili con il coniuge, con i genitori o con i figli. Il sistema familiare versa oggi in una condizione molto critica e le problematiche in questo ambito sono le più frequenti. Ma ci possono essere crisi anche sul piano lavorativo, economico o nel campo della salute. Personalmente ho lavorato per 6 anni, a partire dal 2002, nei più grandi ospedali italiani, tenendo seminari accreditati dal Ministero della Salute nel campo della Psicologia dell'Assistenza ai Malati Terminali e ai Loro Familiari, portando gli insegnamenti della tradizione indo-vedica. Questi seminari erano rivolti soprattutto al personale sanitario: medici, infermieri, operatori socio-assistenziali, ma anche direttamente ai malati di patologie irreversibili e ai loro familiari, assistenti, amici, ecc. In tale ambito ci si scontra con un carico di sofferenza enorme, con ansietà, angosce, paure ed innumerevoli altri malesseri che possono essere alleviati ed anche definitivamente risolti attraverso l'introduzione di insegnamenti spirituali di valenza universale applicati al contesto specifico. Al riguardo si può leggere un libro che ho scritto proprio a seguito di questa esperienza negli ospedali e che s'intitola: “Psicologia del Ciclo della Vita”, che corrisponde anche ad una materia del nostro Corso di Studi in Scienze Tradizionali dell'India. Il trauma della morte e il lutto sono molto difficili da elaborare, specialmente quando a morire improvvisamente è un figlio, oppure un genitore, un amico, un giovane fratello o un coniuge. In questi casi si deve aiutare la persona a far fronte a molte necessità: emozionali, psicologiche, ma anche sociali, professionali, economiche, ecc. Soprattutto attraverso i nostri Corsi di Counseling per l'armonizzazione e lo sviluppo della personalità, cerchiamo di aiutare le persone a risolvere anche questioni pratiche, ad esempio sul piano legale, oppure nella riprogettazione della propria carriera professionale, stimolando sempre ad una visione superiore attraverso insegnamenti etico-spirituali di valenza universale e strumenti straordinariamente efficaci quali la visualizzazione meditativa. In ogni caso, ci tengo a sottolineare che alla base di qualsiasi relazione d'aiuto vi è il rispetto reciproco e la valorizzazione della libertà personale. Aleksandar Todorovic: La libertà di scegliere? Marco Ferrini: Sì, la libertà di decidere della propria vita. Noi offriamo strumenti e stimoli di riflessione affinché chi lo desidera possa scegliere con una mente quanto più possibile libera da condizionamenti, pregiudizi culturali, religiosi, ecc. Shri Krishna stesso nella Bhagavad-gita (XVIII.63) dice ad Arjuna: “Ti ho svelato la conoscenza più confidenziale. Rifletti profondamente, poi agisci come meglio credi”. Nella relazione d'aiuto vi sono quattro obiettivi prioritari che io cerco di favorire: realizzare la propria unicità; conseguire una buona integrazione sociale rispettando e valorizzando ogni creatura; vivere nell'autonomia e nella libertà di pensiero senza essere fagocitati da modelli fasulli; realizzarsi nella propria dimensione più intima, spirituale. La realizzazione della libertà dovrebbe esprimersi su due piani: la mia libertà come individuo e il rispetto della libertà degli altri membri della società e di tutte le creature. Non si può sperimentare un'autentica soddisfazione interiore se non si ha cura di rispettare e favorire il bene di tutti gli esseri viventi (si veda Bhagavad-gita XVIII.54). Dovremmo essere pronti a sacrificare un po' della nostra cosiddetta libertà per rispettare quella altrui ed assurgere così ad un livello ancora più alto di libertà. Aleksandar Todorovic: Questo rappresenta in sostanza l'essenza del sacrificio. Marco Ferrini: Sì certo, è il concetto di yajna: cedere qualcosa per ottenere un beneficio superiore. Se una persona non realizza che il bene altrui non è distinto dal proprio, non riuscirà mai ad avere reale successo nella vita. Ama il prossimo tuo come te stesso è l'insegnamento del Vangelo, e anche nella Bhagavad-gita troviamo lo stesso insegnamento, espresso in particolar modo nel dodicesimo capitolo nelle strofe da 13 a 20. La Bhakti o l'espressione più elevata di consapevolezza spirituale che si concretizza nel puro Amore per Dio si realizza anche attraverso il servizio all'umanità. Questo servizio ci apre alla comprensione dell'esistenza di un Io superiore, il Sé universale, l'Anima dell'umanità, Origine della vita e sostegno di ogni essere. E' in questo modo che gradualmente si realizza la nostra identità più profonda, di natura spirituale, non in maniera dogmatica o stereotipata, ma attraverso una maggiore conoscenza di se stessi sul piano fisico, psicologico, emozionale e come esito di un profondo lavoro interiore che genera consapevolezza, visione, serenità, gioia, capacità di dare e ricevere Amore. |
