Riflessioni sulla rivoluzione interiore (terza parte di 4)

di Andrea Boni

Buongiorno! 
Spero di trovarvi tutti Bene. Questa è la riflessione n.3, inerente pensieri e commenti sula rivoluzione interiore. 

L’atto di rivoluzione è soprattutto un moto interiore, che parte da un bisogno profondo di ascendere a vette più luminose di consapevolezza. Si tratta di andare nel profondo e lì stare con equanimità, con lucidità, ma anche determinazione, visione e progettualità. 

Talvolta potrebbe sembrare che il rivoluzionario della coscienza sia accondiscendente rispetto alle imposizioni esterne, ma non è così! Colui che mira a portare un contributo veritiero, luminoso e impattante dal punto di vista cognitivo, emotivo e spirituale, sa benissimo che spesso occorre adeguarsi a norme, magari “legalmente accettate e imposte”, ma che sono ingiuste sul piano dell’ordine implicito, dell’ordine etico-universale, Dharma. Se lo fa è perché nel profondo ha una visione, è parte di una missione, che ha lo scopo di divulgare un messaggio, per portare una rivoluzione interiore e delle coscienze. 

Autentici rivoluzionari dello spirito, come Gesù di Nazareth, San Francesco d’Assisi, Santa Teresa d’Avila, San Giovanni della Croce, Edith Stein, Caitanya Mahaprabhu, i sei Goswami di Vridavana, per citarne alcuni, talvolta si sono parzialmente adeguati al sottostare impositivo, autoritario, arrogante, di un potere temporale con connotazioni asuriche, ma lo hanno sempre fatto all’interno di un contesto di centralità emotiva, coscienziale e di visione ispiratrice, con obiettivi ben precisi. 

Santa Teresa d’Avila diceva:

“La cosa più importante è non pensare troppo e amare molto; per questo motivo fate ciò che più vi spinge ad amare.” 

“Se in mezzo alle avversità il cuore persevera con serenità, gioia e pace, questo è l'amore.”

" La santità non consiste nel fare cose ogni giorno più difficili, ma nel farle ogni volta con più amore." 

" State certi, se avrete fatto progressi nell'amore del prossimo ne avrete fatti anche nell'amore di Dio."  

 "Dopo la caduta, riprendete subito il cammino. Dio saprà trarre un gran bene da questi inciampi.”  

Questi grandi pensatori, scienziati dello spirito, non si sono posti con rigidità di fronte agli aspetti della vita materiale, li hanno accolti consapevoli della loro transitorietà, e hanno continuato il cammino di fede e di divulgazione di un pensiero rivoluzionario. Penso quindi che sia questa l’attitudine con la quale affrontare il nostro tempo, cercando continuamente la via, in un processo di continua ricerca dell’equilibrio e dell’equanimità tra terra e cielo.

"Su, coraggio, alzati: non stagnare in una pietà superficiale o in un debole impegno virtuoso. Affrontate decisamente le avversità della notte, salite il sentiero aspro del nulla per attingere l’incandescenza dell’Amore. Sul monte, al di là del nulla-non-Dio c’è godibile per te il Tutto-Dio
- San Giovanni della Croce.

 

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