Intervista sotto l’ombrellone a Rudolf Steiner

PAOLA DE PAOLIS FOGLIETTA

Paola : Rudolf, mi passi la crema?


Rudolf Steiner: eccola cara!


P. : ma è protezione 50 +!!


R.S. : bè, sì è quella che metto..


P.: ma se stai sempre sotto l’ombrellone!! Sei vestito per giunta!


R.S.: Paola, ormai dovresti sapere che non amo molto l’esposizione intensiva al sole, nonostante ami molto il mare e l’aria vitale che c’è in questo ambiente…


P.: okei, okei, mi dispiace di averti trascinato qui


R.S. : non ti preoccupare, già stare qui con te è me una grande gioia per il mio spirito


P. : come sei dolce, grazie. Rudy, sai a volte mi sorprende come i tuoi contemporanei ti abbiano accusato di essere un razionalista o un intellettuale, proprio te che sei così percettivo e sensibile..


R.S. : Cara Paola, non è stato facile, è vero. Credo che questo fraintendimento derivasse dalla mancanza della concreta esperienza spirituale degli uomini della mio tempo.
E poi, in seconda analisi, perché io affermavo che la giusta via per penetrare nel mondo spirituale conduce da prima all’esperienza delle idee pure. Come l’uomo può avere un’esperienza cosciente di colori, suoni.. così può sperimentare anche le idee pure, non influenzate da alcuna percezione esterna, pregna di vita propria. E in queste idee è lo spirito reale, vivente. Come ho detto altre volte “ogni altra esperienza spirituale umana deve germogliare nella coscienza da questa esperienza delle idee”


Paola: Non è così semplice da capire, anzi da percepire..


Rudolf S.: per me l’idea è l‘ombra d’un mondo spirituale pienamente vivente. Le idee sono una manifestazione di esso.


P.: Capisco. Continua, non ti fermare


R.S. : Non è difficile se pensi che lo spirito è in tutto quello che esiste e non dietro alla realtà, ma dentro ad essa. Le “idee”- in senso filosofico - non parlo attenzione di opinioni!- aiutano ad orientarsi nell’immensità della percezione animica.

P. : la cosa che mi impressiona di più è che quando parli dello spirituale che c’è nella realtà, ne parli come qualcosa che hai vissuto, che hai toccato concretamente come la moka quando ti fai il caffè la mattina…


R.S.: E’ così. Non potrei parlarne altrimenti.


P: ma come si fa a fare un’esperienza così concreta, come la tua, dello spirituale. La maggior parte degli uomini sperimenta dei limiti della conoscenza


R.S.: in alcuni miei libri l’ho scritto dettagliatamente. Conoscere e percepire lo spirituale è come imparare a scrivere, bisogna conoscere delle regole e seguirle con dedizione e disciplina, niente di impossibile.
E poi , ricorda, non esistono dei limiti della conoscenza. La realtà vera va cercata non aprendoci un varco verso l’esterno, ma immergendoci nell’interiorità di sé stessi. Chi vuole passare attraverso il mondo esterno per comprendere il funzionamento e i perché della realtà per comprendere, poi riconosce l’impossibilità, parla dei limiti della conoscenza.
E’ necessario entrare nella propria essenzialità, perché lo spirito umano sperimenta sé stesso nella propria interiorità. In quella interiorità incontra lo spirito del mondo, che non è nascosto ma vive ed opera in esso!


P.: quindi riassumendo, sarebbe utile cercare l’unione dello spirito attraverso le idee illuminate dallo spirito. E’ un lavoro interiore--


R.S. : sì, posso dire che la mia visione è fondata sull’esperienza mistica delle idee.


P.: va bene, mi sembra di aver capito, credo. Però a volte penso che questa è roba ad alto livello, per mistici o cose simili..


Rudolf S.: Nemmeno. Il mistico intensifica la propria vita interiore, cancellando il vero aspetto dell’elemento spirituale oggettivo. Infatti il suo è un “sentimento soggettivo”


Paola: Invece come dovrebbe essere?


R. S.: io credo che l’uomo si apra e porti in sé un’oggettiva manifestazione del mondo spirituale esterno. Lo spirito è una cosa reale e sta nella realtà sensibile. E’ lì che si deve fare esperienza.


P: è molto interessante questo discorso del sentimento soggettivo e il sentimento oggettivo della realtà, ma la mia domanda era molto più terra terra, e cioè come può una persona normale, un uomo ordinario, che non ha studiato come te, innalzarsi a tale spiritualità, visto che le idee pure sono il primo livello da incontrare per accedere al mondo spirituale?


R.S.: cara Paola, lo spirito non è per pochi eletti. In tutto ciò che vediamo di vivente agisce e si manifesta lo spirito, in tutta la natura, in noi, ovunque. Se una persona desidera o è predisposta, o chiamata e sente che questa conoscenza risuona nella sua anima, dovrebbe accedere, se vuole, a un cammino iniziatico. Questa conoscenza io la chiamo scienza spirituale, perché anche se per accedervi sviluppa le qualità del cuore, deve allo stesso tempo sviluppare le facoltà razionali per comprendere a fondo quei segnali così diversi dalla consueta realtà materiale e non farsi trascinare da sentimentalismi o fantasticherie o visioni… per ottenere questa conoscenza si deve applicare un metodo scientifico, né più ne meno, ma i risultati sono quelli del cuore, perché l’obbiettivo è l’amore. Il sentirsi tutt’uno con il mondo, con l’universo. Questo è l’amore, l’unione, la fusione. Ma se prima non si è fatto il lavoro di distinzione, analisi, comprensione, non si può accedere all’amore in modo corretto.


P.: Grazie Rudolf, sei il mio mito…senti è appena arrivato il carrettino con le bibite...vuoi una granita?


R. St: Sì, grazie! Gusto menta


P: La prendo anch’io , è il mio gusto preferito …

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