La meditazione nella relazione di aiuto: il cuore del Counseling Bhaktivedanta

Il mese di marzo anche quest’anno ha sancito l’inizio di un nuovo percorso per i counselor professionisti che partecipano alla Formazione Avanzata ed Intensiva di Relazione Empatica del Centro Studi Bhaktivedanta.
Siamo al quarto ciclo di incontri che ha avuto inizio nel 2018 con argomenti sempre più coinvolgenti e creativi, per offrire ai counselor modalità di lavoro peculiari, pregne di umanità e gentilezza.

Questo 2021 verrà dedicato al tema della Meditazione nell’ambito della relazione di aiuto.
Un argomento che ci porta al cuore del counseling Bhaktivedanta, che fonda le sue radici nella millenaria tradizione dello Yoga.

Cura e prendersi cura sono per il counselor Bhaktivedanta il cuore della relazione d’aiuto: un cuore che si connette all’altro con il calore dell’empatia e della compassione, caratteristiche legate all’amore. Per sviluppare quest’amore che si prende cura c’è la necessità di purificare se stessi dalle maschere che ci portano lontano dalle persone e che agevolano proiezioni, negazioni, soppressioni, esternalizzazioni.

Nella relazione di aiuto c’è bisogno di centratura e connessione con la parte migliore di sé, quella che sprigiona le qualità dell’anima, che accoglie, ascolta attentamente senza giudizio, ama a prescindere e accompagna con umiltà l’altra persona a trovare quel benessere interiore che la porterà a nuove soluzioni.

L’inizio di questo nuovo ciclo è stato davvero molto intenso. Il seminario si è srotolato tra teoria e laboratori in una modalità dinamica, creativa e mai statica, molto coinvolgente sui piani cognitivo ed emotivo.

L’obiettivo che il Dipartimento di Counseling del Centro Studi Bhaktivedanta si pone con questo nuovo ciclo di incontri, è quello di portare i partecipanti a sperimentare in maniera più intensa i benefici della meditazione come lavoro su se stessi, offrendo spunti concreti - attraverso esercizi specifici - per agevolare il cliente durante il colloquio.

Per questo motivo sono state create meditazioni guidate utili in varie fasi dell’incontro tra counselor e cliente, come ad esempio: per sviluppare una maggiore centratura, per gestire con consapevolezza alcuni stati emotivi, per visualizzare obiettivi e le strade per raggiungerli.

A far da cornice alla meditazione uno studio pratico sui Mudra, le posizioni yoga delle mani, che da sempre vengono usate nelle sessioni di meditazione, utili ad agevolare il cliente a convogliare l’energia più in profondità e poter concretamente farne uso: un metodo facile e semplice da mettere in azione ogni qualvolta se ne senta il bisogno.

Nel corso degli incontri andremo via via a conoscere posture delle mani sempre più specifiche, atte a donare beneficio in varie situazioni relazionali ed emozionali. La meditazione diventa quindi parte attiva nell’incontro di counseling, pratica che facilita la relazione e sviluppa tutte quelle potenzialità che sono inesauribili risorse celate dentro di noi e che abbiamo bisogno di risvegliare. In questo weekend di studio si sono aperte le porte anche al counseling narrativo e al linguaggio metaforico che permette al counselor di comprendere meglio la storia del cliente che molte volte può essere intrisa di sfumature che non riesce a spiegare a parole: il counselor può aiutarlo a narrare la propria storia attraverso modi di dire, a rappresentarla con oggetti, a costruire metafore che lo facilitano ad esprimere ciò che sente dentro. Allo stesso tempo si è osservato che l’uso delle metafore letterarie, scritte da filosofi e maestri, possono impreziosire il bagaglio del consulente relazionale per donare al cliente un’apertura di prospettiva che a volte le parole di per sé non riescono a fare.

Questo programma sulla meditazione sarà arricchito da quattro seminari supplementari di Marco Ferrini dedicati alla Visualizzazione Meditativa: strumento di profonda introspezione che appartiene alla tradizione Yoga e che il Maestro, in oltre 40 anni di studio ed esperienza, ha elaborato con un linguaggio accessibile a tutti, per far sì che ogni persona possa riscoprire la propria autenticità.
Un’opportunità di introspezione profonda per elaborare eventi passati ancora carichi di sofferenza, perché ogni counselor ha la necessità di liberarsi dai suoi fardelli per poter essere di aiuto agli altri.

Questo stare insieme a distanza ha cancellato le distanze e ci ha dato modo di confrontarci, di condividere esperienze e sentimenti. Ci ha fatto sentire molto vicini, consapevoli che c’è sempre molto da imparare e sperimentare, perché la conoscenza non finisce mai. Allo stesso tempo, si può osservare la strada fatta e quella da fare, per esserCi sempre più con il cuore di fronte ad ogni cliente che sentirà il bisogno di essere accompagnato verso nuove mete da raggiungere.


Alessandra Corà

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