Sull’Auto-Consapevolezza Emotiva (ovvero auto-empatia?) - Parte I

 

di Andrea Boni

Premessa

Desideriamo pubblicare qui, in più parti, alcuni estratti dalla dispensa del percorso di formazione in Counseling del Centro Studi Bhaktivedanta, con ulteriori integrazioni e approfondimenti. L’argomento è cruciale: la consapevolezza emozionale, caratteristica essenziale e fondamentale da sviluppare per un sano percorso spirituale, ed evitare così il cosiddetto “by-pass-spirituale”, ovvero una fuga dal riconoscimento, dall’accettazione e dalla trasformazione consapevole della componente “ombra” della personalità. Un viaggio straordinario che tutti i mistici hanno incoraggiato di intraprendere. La domanda di fondo alla quale cercheremo di rispondere è: esiste l’auto-empatia? Possiamo assimilare la consapevolezza emozionale all’auto-empatia? Lo scopo è uno stimolo alla riflessione, per cercare di definire questo aspetto della personalità umana: l’empatia.

Introduzione

È stato detto:
“ama il prossimo tuo come te stesso”.1

Da questo Insegnamento, che è universalmente noto, si intende che è possibile riversare l’amore verso gli altri, quindi la compassione, quindi l’empatia, se si impara ad amare se stessi. Come si ama se stessi, quindi avendo imparato ad amare se stessi, bisogna amare gli altri. Questo “amare se stessi” è qui inteso in senso “narcisistico”? Certamente non è questo il senso che vuole essere trasmesso, anche se sussiste il rischio che ciò avvenga in virtù della natura condizionata dell’essere incarnato. “Amare se stessi” significa empatizzare con se stessi, ovvero centrarsi sulla propria componente luminosa, ed accogliere/accettare la componente ombra per trasformarla, facendo perno, appunto sulla dimensione divina che caratterizza la propria essenza. Trovo questo insegnamento auto-empatico ed empatico.

In queste note si effettua una riflessione sul concetto di “auto-empatia”, termine che nell’ambito della comunità scientifica in Occidente non da tutti è riconosciuto idoneo. Il termine empatia, infatti, è normalmente riferito all’attitudine del soggetto di sperimentare l’altrui emozionalità, quindi apparentemente non la propria. I riferimenti teoretici Occidentali più rilevanti sono quelli forniti da Edith Stein nel suo “Il Problema dell’Empatia” [1], riportato ed estensivamente adattato al contesto relazionale in [2], e da tutta la bibliografia riportata in [6]. Nei due riferimenti citati ([1] e [2]) non si prende in considerazione il processo di empatizzare se stessi, forse ipotizzando una “affabulazione” ego-centrata, che porta al narcisismo e al rafforzamento delle difese del Super io, mentre invece si prende in considerazione esplicitamente in [6], dove letteralmente leggiamo: “l’auto-empatia apre le porte all’empatia verso gli altri” (pag. 175). Anche in [3] Erica Poli si riferisce molto alla “self-compassion” (auto-compassione), come passaggio necessario, dopo la mobilizzazione delle emozioni, per arrivare al perdono e quindi alla guarigione. Nella presente riflessione si amplia il concetto di empatia con riferimento alla Tradizione Yoga, che è basata sullo sviluppo della capacità meta-congnitiva di colui che fa l’esperienza. Essa consente al soggetto l’osservazione distaccata dei fattori emotivi distruttivi, rendendo così possibile “empatizzare” con essi, non in un senso ego-centrato e neanche giudicante e condannante, ma con accoglienza e accettazione, orientato allo sviluppo armonico delle potenzialità del sé nella ricerca armonica dell’unione con il Sé cosmico, Dio.

È quindi in questo senso che intendiamo l’auto-empatia: ama il prossimo tuo come te stesso.

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1 Matteo 22:37–39 - Nuovo Testamento

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
[1] Stein E., Il problema dell’empatia, Edizioni Studium, 2014
[2] Masini V., Relazioni evolute, Edizioni Prepos, 2015
[3] Poli Erica F., Anatomia della guarigione, Anima Edizioni, 2014
[4] Ferrini M., Oltre malattia e malessere, Edizioni CSB, 2016.
[5] Rosenberg M., le parole sono finestre oppure muri, capp 8-9, Esserci Edizioni, 2003
[6] Giusti E., Locatelli M., Empatia integrata. Analisi umanistica del comportamento motivazionale nella clinica e nella formazione, pag 174-175, Sovera Multimedia, 2007.
[7] Ferrini M. Tradimento, rancore e perdono, Edizioni CSB, versione rivisitata 2016.
[8] Mucci C., Trauma e perdono, Raffaello Cortina Editore, 2014.

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