Ora però noto un'altra consapevolezza, una pace interiore e "calma di cuore"

DICEMBRE 2018 -Come risolvere conflitti emozionali e vivere relazioni appaganti

Nel Seminario di Novembre si è svolto l'argomento sulle relazioni umane intese come vero patrimonio dell'essere umano se vissute in modo evolutivo e causa di sofferenze se conflittuali. Nel Seminario di Dicembre si è portata l'attenzione sulla conoscenza del Sè per superare condizionamenti e togliere le maschere.

E' sempre un pò difficile rispondere a questa domanda, anche perchè ci tengo a rispondere con sincerità e senza maschere. Pur cercando di osservarmi dentro non sempre si riesce ad andare in profondità, solo una piccola parte viene a galla , quella piccola punta dell'iceberg, e il resto rimane ancora sommerso perchè troppo difficile e doloroso da portare fuori.

Da circa un mese e mezzo ( grazie all'aiuto e al sostegno dei docenti della Scuola Baktivedanta) sto facendo pratica costante di meditazione con il japa, sempre alla stessa ora nel mio angolino inizio la mia giornata, devo dire con non poche difficoltà a tenere a freno la mente, che divaga con i suoi pensieri. Ho notato soprattuttto più difficoltà quando sono presenti preoccupazioni legate alla sfera famigliare ed affettiva. Sto attraversando un periodo particolarmente difficile, e nonostante ciò credo di riuscire a mantenere un certo distacco emotivo. Questo grazie alla pratica quotidiana. Sono certa che se non fossi così radicata nella fede non avrei questa forza e se così non fosse, mi vien solo male al pensiero di come potrei essere altrimenti, devastata dalla depressione e sopraffatta dalla sofferenza. Già così è molto difficile reagire e lottare, e ringrazio di conoscere e di poter disporre di questi potenti strumenti divini. Riconosco che è molto difficile superare certi momenti (sarà il mio karma), ma accetto questa sofferenza offrendola al Signore Supremo. Sono da circa un anno e mezzo in questo percorso di Counseling e sto osservando in me un certo cambiamento, una metamorfosi lenta e progressiva della mia coscenza e di conseguenza delle relazioni con gli altri. Mi accorgo di essere più serena e pacata nel dialogare con il prossimo, mi sento più sicura e decisa. Nelle relazioni in generale non ho mai avuto grossi problemi, però ora mi predispongo con un un'altra consapevolezza ed è diverso il modo in cui sento l'altro. Se prima restavo più concentrata su me stessa, nel mio modo di agire, affinchè il mio giudice interiore potesse dire la sua e correggermi ad ogni piccolo o grande "default", ora è come se questo piccolo essere giudicante si fosse messo un pochino più in disparte (ed emerge solo quando serve veramente, almeno credo), e l'attenzione è più verso l'altro. Con chiunque si relazioni con me io sono lì solo per lui/lei, la mia attenzione è diversa, più centrata, più accogliente. Questa disposizione nasce spontanea dal cuore e non è mentale, la mente subentra solo per tenere il giusto limite per non scivolare nel troppo buonismo (non sano), e a mantenere il confine dei propri spazi nei sentimenti, nelle emozioni e nel "non attaccamento". A questo mi sta portando la meditazione, ma quella pura, fatta con fede e convinzione. Dico questo perchè anche se meditavo da anni con altri tipi e metodi di meditazioni, che sicuramente hanno procurato effetti positivi nella mia salute, sia fisica che mentale, hanno contribuito a predispormi nella vita in un determinato modo piuttosto che in un altro. Ora però noto un'altra consapevolezza, una pace interiore e "calma di cuore". Mi piace usare questa espressione perchè in effetti anche se c'è la preoccupazione per qualcosa o qualcuno il mio cuore non va in "fibrillazione", ma rimane calmo nel suo costante battito regolare. Mi piace pensare a questa calma di cuore come l'acqua di un fiume che nonostante il vento e le intemperie, non innalza il suo livello ma rimane costante il suo fluire verso la sua foce, donando i suoi tumulti al mare e all'oceano, così noi esseri umani dovremmo donare e lasciare fluire tutto ciò che ci attraversa e sperimentiamo in questo mondo di Prakrti, donandolo all'Universo.

In questo periodo come già espresso sopra sto affrontando una grossa problematica con mia figlia e il mio ex marito. Spero e mi riprometto di mantenere la pratica costante, anche se qualche mattina sono tentata di lasciarmi prendere dallo sconforto. Però sto constatando che se prevale la forza della fede e mantengo la pratica, affronto tutto con più coraggio e un maggiore distacco emotivo. Purtroppo la relazione con quella che una volta (non tanto tempo fa) era la mia famiglia non è più delle migliori e dovrò fare una ulteriore scelta non facile. Da un lato mi sento in dovere come madre di essere presente e di aiutare lei e suo padre, ma ho capito che (come dice il Maestro Marco Ferrini) non si può offrire il nostro aiuto a chi non lo vuole (mia figlia, nel mio caso), e a chi si lamenta sempre ma continua a fare di testa sua (mio ex marito) danneggiando se stesso e gli altri. Quindi anche se con dolore dovrò ancora affrontare alcune situazioni poco piacevoli ma spero proprio che siano efficaci per tutti. Il passato si lascia alle spalle, il futuro è davanti, ed è nel presente che compiamo passo dopo passo il nostro Dharma.

Rita dalla Sede del Veneto

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