Riflessione in riferimento al seminario di counseling 17/ 18/19 maggio 19, che si è appena concluso.

MAGGIO 2019 - Elaborazione e gestione dell'evento morte - parte II e Discussione delle Tesi

Sono stati tre giorni pieni di full-immersion. Una pienezza che è stata anticipata da una premessa all'insegna del silenzio. Quando sono arrivata l'aula magna era già carica di energia. Il corpo docenti stava seduto in osservazione, occupando tutto lo spazio del palco. Mi sono guardata intorno prima di individuare il mio posto e ho scelto quello libero un po' al centro, sulla destra, vicino alla finestra.

Il primo laboratorio era già in scena e sono morbidamente scivolata nell'atmosfera compatta che si era creata.

Nel corso del seminario sono seguiti altri workshops energetici, con l'invito a prendere consapevolezza del corpo, dei pensieri, dell'energia individuale e collettiva. Guardarsi negli occhi, camminare, fare una pausa, senza necessariamente avere un compito da fare, lentamente, ciascuno con i propri passi, ritmi e pensieri, presenze visibili e non visibili.

Ho assaporato questi momenti di movimento, come un bagno di luce, come quando esco per fare una passeggiata dietro casa e osservo gli alberi, i fiori, l'erba del campo, per poi distinguere le infinite varietà delle sfumature, delle forme, dei colori e dei profumi.

Ho percepito empatia nel sentirmi parte parte di un giardino fatto di persone.

L'imbarazzo di lasciarmi guardare, incontrava la vulnerabilità dell'altro nello spogliarsi dal timore di farsi a sua volta scoprire.

Ci sono stati dei momenti in cui, con la fantasia, una matita elaborava dei ritratti per favorire la scoperta dei particolari, che non potevano che essere diversi, non si trattava di semplici dettagli bensì di quella specifica peculiarità, che ti conduce in un mondo ulteriore.

L'ascolto delle tesi, di come ogni candidato ha intrapreso il suo percorso evolutivo, con un vissuto in trasformazione, mi ha fatto comprendere che la realizzazione conclusiva è anche l'inizio di un nuovo cammino, il primo passo verso un percorso ancora più consapevole, da vivere con una leggerezza responsabile.

Mi hanno colpito le domande, come chiavi che aprono stanze, per scoprire il non detto; come finestre che si affacciano ad un ulteriore panorama.

Ho trovato un aggancio con l'argomento che mi piacerebbe scegliere per la mia aspirazione alla tesi, sul tema “La resilienza: la finestra nella finestra” (quanto ancora posso fare affinchè quel nodo familiare possa essere sciolto).

Il film che mi ha suscitato interesse: “the departures”. La condvisione sui contenuti ha fatto emergere aspetti di un vissuto interiore .

Il protagonista ha venduto il violoncello (.. ho venduto la chitarra classica, un sogno che è svanito senza rimpianti).

Mi ha toccato la relazione con la leggerezza (quando una mansione si trasforma in arte, per diventare una passione oppure quando un sogno diventa un lavoro, un peso da mantenere).

Ho colto una similitudine con la differenza tra calore vuoto e calore pieno (uno spazio sacro per accogliere piuttosto che da colmare).

Nell'insieme mi è arrivato un barlume di chiarezza, come una aspettativa aperta per lasciare entrare l'universo nella stanza (nel relativo) e diventare parte del panorama (integrazione con l'assoluto).

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