Il Blog del Counselor

19
August
2015

Il Viaggio dell'Anima

una riflessione di Cosetta, Corsista della Sede del Veneto

La Scienza della Meditazione - Marco Ferrini Counseling CSB

Da bambina mi sono spesso chiesta se per “Viaggio dell’Anima” si intendesse un peregrinare in luoghi sacri permeati dall’Anima di chi li ha resi tali, oppure uno spostamento interiore, esclusivamente introspettivo. In verità uno non esclude l’altro, anzi, ci si sposta verso l’esterno o verso l’interno in un moto perpetuo e compensativo di ricerca, necessaria al pieno riconoscimento dell’interiorità più pura. Questa comprensione, come un sasso lanciato in acqua, ampliò le onde di quella spinta indagatrice interiore, di carattere metafisico, che mi portò, negli anni, ad investigare sul perché fosse necessario un “Viaggio dell’Anima” e a cosa conducesse. Non eravamo forse già Anime fatte e finite? Cosa c’era da scoprire ancora e cos’era in realtà l’Anima?

Era parte del corpo o era distinta da esso? Era la psiche? Dove stava? Era nei nostri pensieri? Nel cuore? E ancora... era immortale o svaniva insieme alla nostra dipartita? Era, come dicevano molti, solo appannaggio dei poeti, cioè una ricompensa per qualcosa o era insita in noi dalla nascita?!

Osservando i movimenti delle persone mi pareva di cogliere varie tipologie di Anime. Anime semplici, complicate, caritatevoli, opportuniste, angeliche, diaboliche, bianche, nere, istigatrici, Anime che rodevano la persona, che l’ispiravano. La mia in particolare mi pareva un’Anima tormentata, tant’è che, per parecchi anni, scrissi sulla prima pagina del diario l’immancabile dedica: “Alla mia Anima in pena”.

A volte sentendo dire: “è una persona senz’Anima” un campanello d’allarme scattava, poi capendo l’espressione figurativa riprendevo la questione con l’aggiunta del dubbio: “ciò che guardo è l’Anima o il carattere? Che differenza c’è?”

Assieme a questi un’altro importante, interrogativo: “quali erano le coordinate del luogo verso cui l’Anima era diretta, attirata, richiamata e come agivano?”

Non erano riflessioni da intraprendere a cuor leggero, basti pensare a quei “viaggi” in cui è più facile “lasciarci l’Anima” invece che “ritrovarla”, perché da che tipo di movimento si compie il paradigma cambia.

Luogo: Il Blog del Counselor

10
August
2015

E' sempre corretto dire la verità? - II parte

Riflessioni sulla verità nella Psicologia Yoga - di Andrea Boni

La Scienza della Meditazione - Marco Ferrini Counseling CSB

Il primo ricorda la figura di “colui che pretende di dire la verità dappertutto, in ogni momento e a chiunque”, ma chi agisce così “è un cinico che esibisce soltanto un morto simulacro della verità”. Il secondo personifica una concezione secondo la quale il rapporto umano è più importante della descrizione oggettiva di come stanno effettivamente le cose, una concezione della vita al vertice della quale c’è la relazionalità dell’essere e che individua il criterio decisivo nell’incremento della qualità delle relazioni. Nel primo caso la verità è qualcosa di statico, è un dato di fatto: il padre è ubriaco punto e basta, poche chiacchiere. Nel secondo caso la verità è qualcosa di dinamico, più esattamente di relazionale, che sa collocare il dato di fatto dell’ubriachezza del padre nel contesto più ampio di un figlio costretto a riconoscerla pubblicamente di fronte al maestro e ai compagni di classe e che per questo, negandola a un primo livello (quello dell’esattezza), la serve a un livello più alto (quello della relazione). Nel primo caso la verità si dice, si riconosce, si dichiara, si professa. Nel secondo caso la verità si fa, si attua, si realizza, si costruisce. Nel primo caso la verità è un dato, una tesi, una dottrina, un dogma. Nel secondo caso la verità è un processo, un evento, una relazione, un sistema. Nel primo caso chi nega la verità dice un’eresia. Nel secondo caso chi nega la verità agisce ingiustamente.

La seconda prospettiva è quella di Bonhoeffer, e anche la mia. Scrive il grande teologo che “la parola veridica non è una grandezza costante in sé: è vivente come la vita stessa. Quando essa si distacca dalla vita e dal rapporto concreto con il prossimo, quando qualcuno dice la verità senza tenere conto della persona a cui parla, c’è l’apparenza ma non la sostanza della verità”. Era anche la posizione di Gesù, per il quale la verità è una grandezza che si fa, non una dottrina che si professa, e per questo diceva “chi fa la verità viene alla luce” (Giovanni 3,21).

Luogo: Il Blog del Counselor

03
August
2015

E' sempre corretto dire la verità? - I parte

Riflessioni sulla verità nella Psicologia Yoga - di Andrea Boni

La Scienza della Meditazione - Marco Ferrini Counseling CSB

E’ sempre corretto dire la verità? Fin da quando eravamo bambini siamo sempre stati educati che “bisogna dire la verità”, non dire bugie, non dire falsa testimonianza, ecc. Anche Patanjali nei suoi Yama introduce il concetto di “non affermare la falsità” mediante l’impostazione di un linguaggio veritiero, pulito, puro, che non danneggi il prossimo. Questo è un concetto molto importante che influisce in modo determinante sulle nostre relazioni. I Veda ed in particolare la Psicologia Yoga introducono in realtà un concetto molto più ampio di verità, tanto che il termine “verità” è solitamente tradotto con tre diverse accezioni:

— satyam

— ritam

— tattva

Satyam è la verità sul piano nominale, quella diretta, forse quella a cui tutti siamo stati educati: il “non dire falsità”. Vedo davanti a me una donna e dico: quella è una donna. Se dicessi: quello è un uomo, esprimerei una falsità.

Ritam è un pochino più difficile da comprendere. Appartiene ad un livello più sottile, ad una idealità superiore, che garantisce appunto un ideale che può riguardare l’ambito relazionale, la patria, o quant’altro possa essere inserito nella sfera valoriale profonda dell'individuo.

Tattva è ancora più difficile da comprendere: riguarda infatti il piano trascendente, quindi trascende anche l’idealità. E’ il livello cui possono accedere solo le anime pure, che vedono oltre il piano materiale e quindi pur compiendo atti, o esprimendo parole, che apparentemente sono tra di loro in contraddizione, in realtà non lo sono perché il loro fondamento è la trascendenza, e quindi tali parole sono vere, valide, su quel piano. Mi viene in mente il Signore Gesù, ambasciatore dell’Amore incondizionato, della pace, della non violenza, del “porgi l’altra guancia” che, entrato in Gerusalemme in visita al Tempio, inveisce “incollerito” contro coloro che facevano del Tempio un luogo di commercio e degrado, privi di ogni rispetto verso Dio. Apparentemente il suo comportamento sembrerebbe essere in contraddizione con i suoi insegnamenti, in realtà il Cristo e fermamente situato nel tattva. Molto difficile da capire, per questo le grandi anime sono acintya, inconcepibili.

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24
July
2015

Dal Piacere alla Beatitudine

di Andrea Boni

La Scienza della Meditazione - Marco Ferrini Counseling CSB

L'obiettivo reale e ultimo della vita è raggiungere la gioia, la beatitudine del cuore, quel sentimento che permane e che non è soggetto alle multiformi e multi variegate oscillazioni del campo mentale. In questo senso, in merito al significato di parole quali “piacere”, “felicità”, “gioia”, occorre prima di tutto fare chiarezza sull'uso di termini fin troppo inflazionati, poiché spesso si corre il rischio di considerare come “piacevole” ciò che invece arreca sofferenza, e come “felicità” qualcosa di transitorio, di non durevole, e che quando viene meno procura disagio e un diffuso mal-di-vivere.

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07
July
2015

LIBERTA’ VA CERCANDO: RIFLESSIONI SUL TEMA DELLA LIBERTA’ - PARTE II

di Andrea Boni

La Scienza della Meditazione - Marco Ferrini Counseling CSB

Marco Ferrini afferma:

"Nella risposta dell’illustre espiante [Marco Lombardo in Divina Commedia, Purgatorio] c’è tutta la rilevanza che Dante attribuisce alla responsabilità individuale, a quel libero arbitrio che restituisce per ben letizia, e per male aver lutto, un’idea molto vicina a quella del karma, pertanto è in errore chi attribuisce soltanto all’influsso degli astri [o peggio alla casualità] la causa di ciò che avviene nel mondo, poiché se così fosse l’uomo non avrebbe più la facoltà di scegliere tra bene e male, ma solo di muoversi secondo l’istinto, come gli animali. Psicologicamente l’invito è a non farsi racchiudere nelle proiezioni, a capire che quello che ci accade non proviene dall’esterno, qualsiasi cosa noi facciamo, bensì dipende da come noi reagiamo agli eventi esterni.

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25
June
2015

LIBERTA’ VA CERCANDO: RIFLESSIONI SUL TEMA DELLA LIBERTA’ - PARTE I

di Andrea Boni

La Scienza della Meditazione - Marco Ferrini Counseling CSB

LA LIBERTA' VIENE DA DIO, CHE CI LASCIA FARE — Marco Ferrini

Uno degli errori più grandi compiuti dall'Occidente in epoca recente, diciamo negli ultimi quattro secoli circa, ma soprattutto negli ultimi 150 anni, a partire dalla nascita del metodo positivo, consiste nell'aver escluso la componente filosofica dalla cosiddetta “indagine scientifica”, quasi a voler dividere e sezionare il sapere, costituendo come dei compartimenti differenziati e non comunicanti in virtù della “rigorosa aderenza” al metodo Galileiano. Purtroppo anche i nostri Istituti Accademici in gran parte sono così organizzati, in cui i Dipartimenti pressoché non comunicano tra loro e le materie universitarie sono proposte in modo separato, disgiunto: la “Scienza” con la Fisica, la Matematica, ecc. da una parte, il sapere umanistico con la Filosofia da un'altra parte e la Spiritualità da un'altra parte ancora. Ne so qualcosa avendo operato come Ricercatore e Docente Universitario presso una Facoltà di Ingegneria di un noto ateneo italiano per diversi anni. Questo approccio alla divulgazione del Sapere è un grande errore.

Se studiamo i padri fondatori del sapere Occidentale, a partire da Socrate, Platone, Aristotele, ma anche arrivando fino a Newton o Galilei, possiamo osservare che per loro non era questa l’interpretazione corretta di un approccio al sapere. Recentemente ho partecipato ad una discussione su un Social Forum in cui è stato proposto un interessante e profondo argomento di discussione nell’ambito di un gruppo di discussione sulla Fisica Quantistica, composto da tutti coloro che desiderano approfondire questo importante tema, tra cui anche autorevoli ricercatori di Istituti di ricerca di rilevanza internazionale.

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