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Grazie….!

ALESSANDRA CORA'

Parafrasando la canzone di Violeta Para Sandoval: “Grazie alla vita che mi ha dato tanto…” mi ha dato la gioia per assaporare la vita, mi ha dato il dolore per andare oltre i miei limiti, mi ha dato la morte per andare oltre il corpo, mi ha dato l’ Amore per poter accompagnare…

Questa per me l’essenza di questo ciclo di seminari, all’interno del percorso di Assistente Spirituale del Counseling Bhaktivedanta. È stata un’opportunità unica e speciale, mi sento profondamente connessa ad una nuova e più intensa energia che si è costruita attraverso questo cammino, che è stato fonte di una ulteriore trasformazione personale e professionale come Counselor. Per la modalità e la forma con cui sono stati proposti i temi del dolore, delle scelte etiche, della morte e dell’accompagnamento, mi ha dato modo di osservare più attentamente molti aspetti ed entrare in essi con una maggiore e matura consapevolezza. Non che prima la consapevolezza non ci fosse, ne avevo acquisita e avevo avuto modo di esperire molti aspetti delle tematiche offerte, vero è che ora mi sento maturata e con molta umiltà percepisco di essere passata nella misura di un piccolo seme si senape da jnana, esperienza teoretica, a vijnana, esperienza vissuta, portando dentro di me un ulteriore cambiamento. Una trasformazione fatta di sfumature, di particolari, che hanno aperto prospettive diverse sul mio vissuto che è in continua elaborazione, perché per quanto si pensa di aver sistemato molte cose ci sono sempre particolari che sfuggono alla nostra attenzione, o meglio, riusciamo a vederli solo quando mettiamo in atto un’osservazione più attenta di noi stessi. È come se avessi messo insieme la mia vita incastrando un puzzle che all’inizio aveva i pezzi molto grandi e via via i pezzi da incastrare diventavano sempre più piccoli e più numerosi, ho rischiato di perderli sotto il tavolo o sotto il divano… e sappiamo che a volte serve un tempo immane per riuscire poi a ritrovarli, ma quando avviene quel momento la gioia è enorme e incastrando il pezzetto mancante tutto diventa più chiaro. Di sicuro ciò che mi ha aiutato a crescere interiormente e a incastrare i pezzi mancanti, sono state le tante storie che ho avuto modo di leggere durante questi mesi, i libri a cui mi sono approcciata, che facevano parte di una bibliografia inerente al percorso di Assistente Spirituale, sono stati un nutrimento di alto valore, sapevo che le storie erano il gancio ideale per creare esperienza e relazioni. L’uso della narrativa è stato pure l’argomento della mia tesi di Couseling, tuttavia non avevo mai affrontato così specificatamente i temi del dolore, della sofferenza e della morte, è come se avessi fatto un tuffo in una piscina, mi ci sono immersa e più leggevo, più mi emozionavo ed entravo nei vissuti di quelle narrazioni, più comprendevo cosa significava amare e accompagnare e cambiava la prospettiva di aiuto all’altro, che si trasformava in servizio. Aiutare presuppone che io sia in qualche modo più forte dell’altro, mentre essere al sevizio mi mette allo stesso livello della persona che soffre e percepisco questo come un salto importante verso la comprensione profonda dell’empatia, di essere presenti. Sono fermamente convinta che le storie offerte durate i seminari di Counseling del Centro Studi Bhaktivedanta abbiano dato modo anche a tutti i corsisti di sentirsi protagonisti, perché in ogni racconto ritroviamo una parte di noi, e attraverso l’ascolto e la condivisione ho osservato che via via la loro messa in gioco in questi mesi diventava sempre più coraggiosa e sono grata ad ognuno di loro perché i loro personali racconti mi hanno permesso di conoscerli molto più profondamente, non per dire “mal comune mezzo gaudio,” ma per constatare ancora una volta che si può uscire dai buchi più neri, dalle situazioni più difficili. Quello che mi è arrivato oltre alla sofferenza vissuta, è stato un enorme coraggio, un coraggio che sbaraglia ogni paura. Nel qui ed ora osservo i volti dei miei compagni di viaggio, uomini e donne che riescono a sorridere alla vita, il loro passato li ha forgiati e con pazienza e costanza lavorano per archiviare quelle esperienze che saranno nutrimento e ispirazione nell’accompagnamento. Alla fine di questo ciclo mi sono resa conto di una cosa importante: ogni pezzo di quel puzzle che ho rimesso insieme sta ampliando il mio perdono e sento che arriverò a completarlo, credo che non ci vorrà molto, lo so perché sento una grande pace dentro di me e sono sicura che arrivi proprio dal saper perdonare.

“Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato il passo
dei miei piedi stanchi, con loro ho attraversato
città e pozze di fango, lunghe spiagge vuote
valli e poi alte montagne
e la tua casa , la tua strada , il tuo cortile.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto,
del mio cuore in petto il battito chiaro
mi ha dato il sorriso e mi ha dato il pianto
Così io distinguo la buona o la cattiva sorte
Così le sensazioni che fanno il mio canto
Grazie alla vita che mi ha dato tanto