Mi sento molto arricchito nello spirito e nella conoscenza

 

Seminario di gennaio 2021 - Teoria e pratica della meditazione per lo sviluppo delle capacità metacognitive + discussione delle tesi

Il seminario l’ho vissuto ad intermittenza sia in diretta che negli ascolti dei giorni successivi. Questo mi pare non mi abbia penalizzato nell’assorbimento degli insegnamenti, mi sento molto arricchito nello spirito e nella conoscenza.

Ho la sensazione che i docenti, grandi tutti, abbiano alzato l’asticella in merito ai temi e agli argomenti che caratterizzano i nostri studi.

Guidare una scolaresca così numerosa via etere non è un mestiere semplice; sento che l’avete fatto, oltre che con gioia e spirito d’offerta, con la consapevolezza che avreste ottenuto il massimo risultato. Le tesi discusse dai corsisti di fine corso ne sono un chiaro esempio. Onestà e trasparenza del loro vissuto, che ci hanno regalato con amore. Il loro vissuto che in realtà corrisponde al mio!

Chi non ha compreso che le relazioni, soprattutto quelle evolutive, sono cura e medicina di una sana vita terrena, come Enrico?

Chi nel proprio lavoro non si è trovato a dovere attingere al proprio serbatoio empatico per aiutare un cliente o un paziente, come Silvia?

Chi non si è trovato vicino a Barbara nell’affrontare la tragedia del lutto familiare, cercando di trasformarla in evento evolutivo?

…e così via per tutti gli altri.

Avrei potuto esserci io a loro posto, immagino ognuno di noi. Forse non sarei stato così bravo nella scrittura e nella esposizione.

Bravissimi tutti!!! Grato ed onorato di essere parte infinitamente minuscola di questo gruppo.

Da qualche giorno vado in visita dai miei clienti e cerco nelle persone che incontro il loro pratyaya; se mi concentro e ci medito riesco a sentirlo. Forse esagero ma è certamente un bellissimo esercizio.

Non ho potuto vivere in diretta tutti gli esercizi nelle stanze ma ricordo quello con Valentina sull’oggetto del 2020 e lo condivido solo ora: per me è stata una motosega. Il tempo che ho avuto in più a disposizione l’ho passato nei boschetti in torno a casa a fare la pulizia da erbe infestanti e piante tentacolari che nessuno più considerava da almeno 20 anni.

In due mesi ho fatto pulizia guadagnando il soprannome di “ranzaman” ed una motosega nuova, tutta mia, al compleanno per il lavoro svolto.

Entrare in contatto con la natura, con le piante e le creature che le abitano mi ha fatto ancora una volta riflettere sulla unicità che ci contraddistingue e che bisogna aver ancora più rispetto per tutto e tutti.

Ogni volta che mi accingevo a tagliare un tronco od un ramo, iniziavo a pregare, a chiedere scusa e perdono spiegando che lo stavo facendo per loro, per essere domani più forti e più belle.

Sono “orgoglioso” della mia esperienza e grato della opportunità che ho avuto; sento di portarlo nel mio cuore come piccolo esempio di come si può vivere in modo diverso, costruttivo e forse evolutivo in mezzo ad una pandemia. Incoraggio tutti a guardare sempre dalla parte opposta da dove vedono lamento e paura; è la paura che conduce al lato scuro della forza (cit. Yoda).

Concludo, come spesso mi capita, con i ringraziamenti a tutti i docenti, i tutor ed i compagni per il servizio, sostegno ed ispirazione.

Una citazione che risuona molto in me per tutti voi e in particolare per la docente Tania Zakharova.

“Non posso vivere senza saper quel che sono e perché sono qui. Saperlo è impossibile, quindi è impossibile vivere. Nell’infinità del tempo e dello spazio nasce una bollicina d’aria, si regge un poco e scoppia, e questa bollicina d’aria sono io”.
(Da Anna Karenina, Lev Tolstoj.)



Andrea, dalla Sede della Lombardia

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